Blog: http://clos.ilcannocchiale.it

>VA BENE APPENA LIBERO

Solo i bei capelli che ha l’insegnante di quella prima media del giorno d’oggi dove però gli alunni sono tutti rigorosamente romani, e dove la didattica prevede ancora lo sviluppo della manualità come alla scuola materna, e quindi tutti in laboratorio ad usare la creta. Poi è ovvio: la più carina di tutte sta facendo una ciotolina per fiori secchi che profumino un po’ la casa, ti dice che sei più maturo degli altri, ci caschi e in mezzo al suo libro le lasci il bigliettino con scritto «Ti amo» (amo sottolineato tre volte: infatti poi dopo il piccolo Tommy, cacciato fuori di casa dal padre, va a pescare al laghetto artificiale con il ricco vicino di qualche piano più sotto). Il lessico familiare di Kim Rossi Stuart è quello di una famiglia scassata, padre operatore cinematografico libero (attenzione) professionista, e madre che «va e viene» e porta le caramelle a tutta la classe quando a sorpresa va a prendere il figlio da scuola per portarlo ad un luna park che apre solo alle tre. Il lessico familiare di Kim Rossi Stuart è fatto di tutti quei gesti d’affetto, baci, bacetti e abbracciate così naturali che sembrano veri, oltre che di battute fulminanti degne del migliore trash italiano («Proprio a me doveva capitare una che gli prude la figa in quel modo?»). Il condominio ha un passaggio segreto, i risparmi sono nascosti in un vasetto dentro al comignolo, il personaggio della sorella in preda ai calori dell’adolescenza scompare per tutti gli ultimi venti minuti di film, Claudio è il migliore e alla fine anche lui ha la sua evoluzione. La cosa migliore del lessico familiare di Kim Rossi Stuart è il titolo e la battuta che lo svela, peraltro notevolmente simmetrica alla promessa iniziale del padre che promette (attenzione) a Tommaso il record italiano dei centro metri stile libero.

Anche libero va bene (id., Italia, 2006, sala)
Regia di Kim Rossi Stuart

Pubblicato il 13/5/2006 alle 12.42 nella rubrica Cinemio.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web