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>LE MIE DONNE PREFERITE - 6

Oracolo era una sorta di consacrazione per chi come lei da una vita oramai i tempi li percorreva, invece che precorrerli. Furbettinellina, invece, abbreviato in Furbish ma solo per gli amici (e per esserlo bisogna prima passare da Melandri a ritirare paralumi inglesi in argento please) l’ultimo soprannome, questa volta per chi come lei si trova a vivere un’eterna diabatria (leggesi diatriba) tra l’aver ragione alla luce dei fatti e prendersela, la ragione, rivoltando gli stessi fatti come fossero frittate.

Perché poi fa tanto la raffinata, orologio Jaeger e palato fino, ma in fondo uno dei suoi abiti preferiti resta quello della contadina vestita a festa, e non appena prova a pronunciare una parolina fuori dalle centoventi del vocabolario basic d’italiano, finisce per storpiarla e trasformarla in leggenda. Non gli va certo meglio con la memoria, che lei dice di aver visiva, stampata per immagini nella mente, e invece ogni volta per capire un nome di un luogo o di un attore, è indispensabile fare ricorso a tutta quanta la disponibile pazienza e buona volontà.

Le regole fondamentali si contano comunque sulle dita di una mano: poche, pochissime parole la mattina, ditate vietate sul muro e ovunque per la sua giustamente adorata casa, ordine il più possibile visto che la polvere è impossibile limitarla, parecchio spazio libero intorno a lei e tosse trattenuta in gola durante raffreddori, bronchiti e malattie di stagione e non. Per il passaggio sopra un pavimento appena lavato e dunque ancora bagnato, chiude sempre un occhio, che tanto poi è sempre stata una gara persa, e tra i consigli da seguire pressoché obbligatoriamente stanno prontezza di riflessi e minor numero possibile di chiacchiere e dettagli.

Nel presente, quello immediato e persino quello che c’è già stato, la crociera per due stretti e molti mari, spese ingenti ed impreviste, preoccupazioni grandi e piccole, a cui far fronte sempre e in ogni caso con cucina antica e genuina, che se sperimenta lo fa nel solco della tradizione: «e non distogliere lo sguardo, che stasera, comunque vada, nel piatto della cena ci saranno gli involtini».

E poi l’abitudine alla lettura, all’ascolto e alla montagna, Chi l’ha visto il lunedì, Miami Vice, Costner e Hunter nelle tante cene senza marito e solo con il figlio, il cartellino da timbrare all’ospedale, tanta bicicletta su e giù per la città, parrucchiera una volta a settimana, idee politiche e poca tolleranza per la politica ufficiale, lamentele contro società e consumi, il piacere di brioche e cappuccino, il mah-jong e qualche urlo che sente pure il vicino.

Insomma: la mia mamma, sì, che trionfo, la migliore.

Pubblicato il 30/4/2006 alle 23.47 nella rubrica Ego.

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