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>CIAMPI BIS SUBITO

Solo qualche riflessione veloce. Non mi sarei mai aspettato un voto così maturo e consapevole da parte degli italiani. Un voto che sostanzialmente punisce Democratici di sinistra (soprattutto) e Margherita (in parte) per non aver presentato il listone anche al Senato, dove con l’Ulivo la partita sarebbe finita diversamente. Un voto giovanile sorprendente: basti dire che alla Camera, dove votano anche gli under 25, Rifondazione comunista, partito che tradizionalmente intercetta questa fascia di elettorato, perde circa 300mila voti. Un voto in larga misura disgiunto nelle due schede, segno forse di indecisione cronica, se è vero che almeno il dieci percento ha deciso direttamente nel seggio. Un segno, comunque, che ci regala un cittadino italiano molto sofisticato. L’estrema destra viene spazzata via proprio in una consultazione in cui scegliere Fiamma od Alternativa sociale non significava disperdere il proprio voto, e questo è un bene. Se è vero, come è vero, che al Senato l’Unione è andata sotto nelle regioni chiave di Piemonte, Lazio e Puglia, questo significa che Romano Prodi non ha portato alla coalizione di centrosinistra nessun valore aggiunto. I partiti da soli, del resto, hanno fatto del loro meglio.

Non ho idea ora di quale scenario si profili dal punto di vista istituzionale. So bene però che dopo il mandato quirinalizio di Carlo Azeglio Ciampi, in pole position per la presidenza della Repubblica c’era Giuliano Amato, garanzia di una successione al Colle d’area laica. Ora, purtroppo, si affacciano ipotesi diverse (Casini come contropartita ad un appoggio esterno a Prodi di una parte dell'Udc?). Prima ancora e più importante del Governo del Paese, la priorità che sento più forte è quella di evitare che un esponente d’area cattolica salga al Quirinale.

Pubblicato il 11/4/2006 alle 9.58 nella rubrica Diario.

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