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>AND THE WINNER IS... MIRKO TREMAGLIA

Riassumendo. La scheda elettorale era di una semplicità tale che anche una classe di scuola materna avrebbe saputo fare le pile dei voti per lista e contarli più velocemente. Lo scrutinio dunque procede più che a rilento e naturalmente le proiezioni annunciate per le 16.30 sono arrivate un’ora e un quarto dopo. La sensazione che la campagna elettorale l’avesse vinta Berlusconi è confermata dal fatto che il centrodestra è riuscito a rientrare in una partita che anche solo qualche mese fa sembrava già chiusa a favore dell’Unione. I dati reali della Rosa nel Pugno sono stradeludenti e pochi cazzi. Forza Italia non è un partito, ma se lo fosse sarebbe il primo d’Italia. Silvio Berlusconi non è un segretario democraticamente eletto dagli iscritti, ma se lo fosse sarebbe il più popolare d’Italia.

Ma il punto è un altro. Il trucco della legge elettorale non era tutto il giochetto tra soglie di sbarramento, premi di maggioranza nazionali, regionali, Camera, Senato, obbligo di coalizione eccetera eccetera. Il vero vincitore rischia di essere davvero Tremaglia e la sua intuizione di regalare sei senatori e dodici deputati agli italiani all’estero. Gente che a differenza di tanti nostri extracomunitari non paga nemmeno le tasse nel nostro Paese ma che è decisivo e può decidere chi deve sedere tra i banchi del Parlamento della nazione.

Pubblicato il 10/4/2006 alle 19.10 nella rubrica Diario.

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