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>DA DARWIN ALL'INCUBO ISTRUTTIVO

Tocca ritrovare il taccuino degli appunti di Venezia 2004, Giornate degli autori prima edizione, quando in pochi avrebbero pensato di ritrovarselo in sala (già, ma in quante poi?). Tocca ritrovare impressioni che in realtà si ricordano alla perfezione, a cominciare da quel bel titolo evoluzionista che colpì immediatamente in positivo. Tocca ripensare al regista austriaco, e di quanti registi austriaci si è sentito parlare. Insomma, documento d’inchiesta in formato audio e video, documentario, e documentario al cinema. Procedendo con un desiderio di raccontare la realtà, senza indulgere in falsificazioni drammaturgiche e mantenendo ben saldo il polso delle interviste, o girando a volte piccole conversazioni. Si parla in swahili e in sukuma. E c’è tanto di quel pesce in quelle ghiacciaie fumanti da non crederci nemmeno. In Tanzania funziona che nel lago venne fatto crescere del Persico, devastando l’equilibrio di madre terra e creando un’occasione economica per quelle povere terre. Poi i russi arrivano e portano le armi che servono per la guerra con l’Uganda (si sa, l’Africa è una polveriera dimenticata) e allora gli uomini anche se sono vecchi partono per andare a combattere, mentre le donne vengono ridotte a prostitute e i bambini si arrangiano con la colla per sentire meno appetito. È un oggetto istruttivo questo di Hubert Sauper, che tiene il dovuto distacco ideologico e proprio per questo si fa apprezzare per la precisa e decisa presa di posizione per forza e di forza politica.

L’incubo di Darwin (Darwin’s Nightmare, Austria/Belgio/Francia/Canada/Finlandia/Svezia, 2004, venezia 61)
Regia di Hubert Sauper

Pubblicato il 12/3/2006 alle 22.43 nella rubrica Cinemio.

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