Blog: http://clos.ilcannocchiale.it

>LE MIE DONNE PREFERITE - 4

Un suo tormentone era «Spelacità della serata», urlato a squarciagola e a cui seguivano spesso e volentieri castagne arrostite. Parecchio quotato è stato pure il «Ti soffio», ma quello decisamente migliore, il più insuperabile e da antologia, è «Proprio un chetino», da dire con tono fermo, occhi sbarrati e faccia da schiaffi. Eh no è, dopo «Proprio un chetino» non si ammettono repliche.

Che promettesse bene del resto l’avevo capito ben presto. Un talento naturale, senza pensarci due volte. Quel giorno era arrivato un quattro pesante come un macigno allo scritto di algebra, col senno del poi annuncio sottovalutato di disgrazie venture, cancellato da un prodigio che non poteva scegliere mattino migliore. Sgridata risparmiata e gioia supplementare. Fu una delle prime cose che seppe da me, oltre a promesse quasi mai mantenute di portarla spesso a spasso nel suo nuovo e fiammante passeggino colorato di blu. Un giro del parco fatto una volta almeno tre volte, e un po’ di zaino all’Alpe di Siusi fu invece tutto il mio impegno.

Comunque sia: talento naturale nato, talento naturale annunciato. Il malore causato sotto il loggiato di casa era come un biglietto da visita, oppure la sacrosanta ribellione per un appellativo, quell’orribile fagiolino, con cui tutti ci ostinavamo e divertivamo a chiamarla. Talento naturale, shackerata ben bene su Cotton Club e Sierra Tonante e battezzata ancor prima che da un padrino senza neppure l’età giusta per esserlo dalle acque verdi della navigazione di un gommone arancione. La consacrazione è arrivata una sera di giugno sotto il battito dei tamburi del corso, il suo grido del mio nome dalla finestra della camera è promessa evidente di curva o viste bellezza e finezza garanzia di dama a cavallo.

Uno spettacolo anche vederla in tutù, scuola di danza e via al balletto, un po’ meno saperla ricoverata in ospedale per Capodanno e Natale, mentre grandi soddisfazioni la conquista della prima pagella e le prossime decisive sfide domanda botta e risposta su tutto ciò che fa Disney. Naturale talento, sei proprio un portento. La vocazione del parco è continuata sicura, primo treno di viaggio, Mago Merlino, le tigri e il coraggio. E poi i tormentoni che tormentavano lei, «l’acqua sul tavolo» rovesciata all’asilo, cinema per cominciare nel migliore dei modi e i quindici anni gli stessi tra me e la sua mamma.

Prima piccina, la prima faentina, ora sempre e soltanto grande cugina.

Pubblicato il 26/2/2006 alle 7.43 nella rubrica Ego.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web