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>CRONACHE FRIVOLE

Va bene che ormai il detto è stato assunto al paradiso dei proverbi, ma questa volta non basta nemmeno dire che il libro è sempre più bello del film. Cioè: le istantanee sono bellissime, anche i colori non sono male, la riconoscibilità tipicamente inglese (severa governante, misterioso proprietario e garbate cortesie di fronte al thè) è riuscita bene. Imbarazzanti e catastrofici ai fini di ritmo e trama sono l’ansia da prestazione di un film che deve per forza piacere a tutti, con inserimenti di larga parte dei personaggi a posteriori in una computer grafica da quattro meno meno, il pasticciaccio che fa la gioia della Disney con tutti quegli animaletti troppo parlanti, troppo teneri e troppo studiati a tavolino per il marketing immediato, e soprattutto la mancanza di uno sguardo corale e di epica tragedia sui quattro bambinozzi principali, dove il regista del nostro orco preferito dimostra di non aver capito proprio nulla delle lezioni giunte e ormai consolidate da Hogwarts e Terra di Mezzo. E poi c’è Aslan il leone Gesù Cristo in Terra per noi tutti peccatori amen, che risorge nel montaggio alternato (caspita!) alla battaglia finale del bene contro il male, libera dalla pietrificazione della strega (Tilda Swinton, bravissima) le creaturine del mondo al di là dell’armadio ligneo e salva tutti gli uomini di buona volontà e così sia, prosit e sempre sia lodato. Lewis aveva trattato il tutto nella forma di un racconto a posteriori, ma qui, una volta in più, si vuol puntare sulla retorica a sfondo religioso. E poi no, il finale doppio con tanto di titoli di coda in mezzo per fare un po’ i brillanti, non lo possiamo proprio sopportare.

Le Cronache di Narnia - Il leone, la strega e l’armadio (The Chronicles of Narnia – The lion, the witch and the wardrobe, Stati Uniti, 2005, sala)
Regia di Andrew Adamson

Pubblicato il 26/2/2006 alle 7.40 nella rubrica Cinemio.

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