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>JARHEAD, CAZZO!

Sissignore, è facile cazzo fare un film di botta e risposta tra gli ufficiali dei marines e le reclute appena arrivate, con quei toni urlati a squarciagola sempre e solo dell’immaginario collettivo, battute che comunque fanno ridere e sorridere la platea e usano il rafforzativo cazzo per rendere il tutto ancora più duro e truce, cazzo! Sissignore, correre sotto il sole, strisciare e morire nel fango e nel filo spinato di un’esercitazione, subire l’umiliazione di compagni e superiori, cazzo! Sissignore, l’operazione Desert storm girando attorno al fucile che serve per sparare, allo sparo, alla voglia di provare, alla sensazione d’aver ucciso un uomo, al grido della guerra anche quando stare nei marines e partire non significa necessariamente farla questa cazzo di guerra, ma semplicemente passarsi il tempo tra uomini pensando alla fidanzata a casa e al suo nuovo amichetto del cazzo! Sissignore, Sam Mendes alla regia, e questa volta prova persino ad autolimitarsi, bottiglia d’acqua naturale contro il sole e poi tramonto rosa e viola nella sabbia incandescente cazzo, ma racconta anche un sacco di altre cose e gli attori, cazzo, bravi ed azzeccati, cazzo! Sissignore, piegamenti sulle braccia per averne fortemente dubitato, cazzo! Sissignore, comunque a parte la ricostruzione di un clima e di una situazione che poi alla fine si ripetono e non hanno molto più da dire, resterà un lavoro di autentica retorica, dove finalmente in primo piano ci stanno solo i gesti e le parole dell’appartenenza, cazzo! Sissignore, questo Mendes continua a non piacerci affatto, ma questo almeno, dei suoi tre, è per noi il suo migliore film, cazzo! Sissignore, adesso faccio la trombetta e di nuovo i piegamenti sulle braccia, cazzo!

Jarhead (id., Stati Uniti, 2005, sala)
Regia di Sam Mendes

Pubblicato il 19/2/2006 alle 12.27 nella rubrica Cinemio.

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