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>ME AND YOU AND MY

Si chiamerà pure malafede. Quella per cui, cioè, un film come quello della July ci piace a prescindere. Personaggi, fatti, idee, intrecci. Un sottogenere, d’accordo. Ma non chiediamo altro, e non chiediamo di meglio. Come la sequenza iniziale del pesce rosso, o come l’anziano con le scarpe da ginnastica blu e la moglie alla fine dei suoi giorni, come le due amichette che si contendono il titolo di miglior esecutrice di pompini con una prova pratica e professionale (caramelle e asciugamanino a lavoro terminato), o come i «maccheroni» parola segreta di un video digitale. Relazioni casuali tra diversi personaggi, solito tema dell’incomunicabilità contemporanea, con un prefinale che purtroppo è quello che è, bambina con il corredo già pronto, segreto da non rivelare alle evidentemente poco fidate compagne di classe ma talmente importante da non poterlo tenere tutto per sé, che stesa sul pavimento di casa si immedesima mentre dirà ai suoi bambini ciò che vorrebbe sentirsi dire lei ora e qui. Alla prova della chat -appuntatevi ))<>(( che non si sa mai- la regista dimostra di essere ispirata e di sapere bene dirigere gli attori, suscitando comunque sia una raffica di impressioni (positive o negative, comunque sensazioni) anche allo spettatore più indifferente. La singola battuta del protagonista «Potrei essere uno che ammazza i bambini» tiene in tensione fino a quello che sbatte la monetina sul palo in cemento, quando è definitivamente chiaro e pacifico che di incredibile od originale c’è proprio ben poco. Malafede, allora, ma provate. Poi la July l’attendiamo al varco.

Me and you and everyone we know (id., Stati Uniti/Regno Unito, 2005, sala)
Regia di Miranda July

Pubblicato il 22/1/2006 alle 23.43 nella rubrica Cinemio.

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