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>LA VENDETTA PERFETTA

Con ringraziamenti doverosi ad ohdaesu e a tutti quelli che hanno fatto sì che conoscessi Park e sostenevano che questo era il più bel film in concorso a Venezia

Non è solo l’ombretto rosso, lo sa bene pure lei quando glielo chiedono che quello è un trucco di scena. Forse i capelli, più corti, più mossi, senza la riga nel mezzo di quando se ne stava in galera, rea confessa di un omicidio, un bambino, rea confessa per proteggere sua figlia, adottata in Australia, ritrovata a fatica. Ovvio che dopo aver conosciuto in prigione anziane spie del regime comunista del nord, obese maniache cannibali e adultere sottomesse un po’ sia cambiata. Non più la dolce Geum-ja, ma scarpe rosse col tacco e impermeabile lungo. Uscita dal carcere, tredici anni dopo essere stata quella ragazzina ingenua che aveva chiesto al suo professore un posto per la notte, trova subito lavoro in pasticceria, e comincia la caccia all’uomo che s’è giovato del suo sacrificio per continuare i suoi crimini su innocenti fanciulli. Meno patinato di Old boy ma decisamente più complesso e superbo nella struttura e nella scrittura narrativa, il terzo capitolo della trilogia sulla vendetta del coreano Park è molto più misurato del precedente nelle scene di efferatezza, ma colpisce in pieno perché eccita entusiasmo e intelligenza, rapisce l’attenzione nel tortuoso, magistrale ed esperto gioco di flashback, e riceve un’ammirazione seria, ferma e convinta per una morale non urlata eppure alta e profonda, che ci lascia pensosi e storditi per la sua terribilità: «Chiamiamo la polizia o ci togliamo lo sfizio da soli?». Che poi l’ispettore è già è lì, a legittimare la vendetta privata e a servire un po’ di thè caldo. Una voce fuori campo (svelata solo nello stupendo finale) guida lo spettatore, e appena qualcosa della parte centrale pare avanzare a fatica. La madonnina che in cella ha conquistato il cuore delle compagne e alla tv le news in prime time, raduna i famigliari dei piccoli, chi con l’ascia, chi col coltello. L’inquadratura di gruppo è davvero perfetta.

Lady Vendetta (Chinjeolhan geumjassi, Corea del Sud, 2005, sala)
Regia di Park Chan-wook

Pubblicato il 11/1/2006 alle 9.18 nella rubrica Cinemio.

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