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>SIMPATIA VALIANT

Coloratissimo. Banalissimo. Divertente. Infantile. Che poi: all’inizio ci sono pure le immagini della tv in bianco e nero, e la sceneggiatura riadatta la vecchia storia per un piccione di campagna, il piccolo protagonista, e un altro di città, il grasso Bugsy, il ritmo è vivace e incalzante ma di gag decenti non se ne ricorda una, e lo scenario di guerra, con falchi tedeschi e nuclei di resistenza, topi partigiani francesi e appunto pennuti per sua maestà britannica, è più roba per seri appassionati che vivaci fanciulli. È che più che mai è soltanto un cartone animato, ma comunque va bene così, originalità quasi a zero e simpatia tutta europea. Prestigiosa Medaglia Dickin si chiama il riconoscimento per quegli animali che nel corso della Seconda guerra mondiale salvarono vite umane, e ancora oggi le divisioni militari, più per vezzo che per altro, fanno affidamento sui piccioni, altrimenti disprezzati abbastanza spesso. Vabbé dai: c’è un messaggio da far arrivare al comando americano (un messaggio, ma non proprio uno qualsiasi…) e la missione tocca allo Stormo F, che chiaramente è composto da un gruppo di uccelli sfigati che se la dovrà vedere con antagonisti stupidi e ancora più buffi. Niente di che, certo, occhioni azzurri del protagonista, penne delle ali utilizzate come dita, siparietti, inseguimento finale ed happy end conclusivo. E non manca ovviamente la colomba bianca crocerissima. Eppure è carino perché innocente, stupidotto, prevedibile e dolce, e perché il topo Sabotage, sempre pronto ad accendere i suoi fiammiferi e ad appiccare fuoco e fiamme, ci sta parecchio simpatico.

Valiant (id., Regno Unito, 2005, sala)
Regia di Gary Chapman

Pubblicato il 7/1/2006 alle 19.22 nella rubrica Cinemio.

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