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>ROSA ROTTO E FIORI PER METÀ

È un’emozione raggelata quella di Don Johnston, un signore che ha vissuto la giovinezza sfruttando spesso fascino e carisma e che ora, pensionato, guarda la tv sul divano vestito in tute sintetiche. È un’emozione raggelata anche quella della provincia americana, ed è un’emozione che si raggela ad ogni nuovo incontro, cercato ma improvvisato, di Don con le donne (fiamme amorose di un tempo) che con lui hanno condiviso un calore che fatica, dopo troppi anni, ad esprimersi nuovamente. Tutto scorre raggelato, non lento, scandito da un colore rosa (a partire da un biglietto anonimo che informa il protagonista di essere padre di un figlio ormai ventenne) che non potrebbe render meglio l’emozione che si agghiaccia fino ad annichilirsi. E allora, per un informatico che dopo aver fatto abbastanza soldi e aver trovato la sensazione di equilibrio in una villetta a fianco della casupola di un emigrato etiope con cinque figli che ha il vizio di nascondersi per fumarsi uno spinello e la passione per le investigazioni e la rete internet (l’incipit è davvero noioso e stupidotto), la faccia giusta poteva solo esser solo quella di Bill Murray, e la regia quella di un talento (anche tecnico) come Jarmusch, che incassa soprattutto la fiducia e le eccellenti interpretazioni di quattro splendide e importanti attrici. È un film sull’idea che di una famiglia abbiamo bisogno tutti, che cresce alla distanza con la forza dei sorrisi. Ma la stessa riflessione sull’invecchiamento, sulla solitudine e l’abbandono, la stessa apologia dell’amore filiale come scoperta maschile tardiva o dell’ultimo istante, l’aveva già raccontata (e raccontata meglio) il Wim Wenders di quest’anno.

Broken Flowers (id., Stati Uniti/Francia, 2005, sala)
Regia di Jim Jarmusch

Pubblicato il 16/12/2005 alle 16.12 nella rubrica Cinemio.

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