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>UNA NOTTE DI TRIONFO

Tra il talento colto e poetico alla Charlie Chaplin e la geniale e inquieta follia scenica, i fratelli Marx scelgono la seconda. Ed è con loro che il lato buffonesco del comico si sposa con la satira di costume e il gusto dell’impossibile alla commedia dell’arte, alla scuola dei clown e ai balletti da music hall. Si integrano a vicenda intrecciando la pantomima all’invenzione verbale i tre fratelli e portano al cinema un’acutissima satira dell’alta società e del sentimentalismo tutto borghese. La storia è quella dell’impresa, anche clandestina, di fare esibire negli Stati Uniti una giovane coppia di cantanti lirici innamorati, al posto dell’arrogante tenore Rodolfo Lassparri. Con un ritmo straordinario, il film tocca le vette più alte dell’irriverenza e della burla all’ordine logico dei benpensanti e quando il poliziotto in borghese entra nella suite in cui i Marx stanno facendo colazione, intorno a lui, senza che se ne accorga, in un passaggio dal terrazzo alla camera da letto, tutto cambia per confonderlo, fino a fargli credere di aver sbagliato porta. Lo straordinario genio di questi tre fratelli, uno coi baffi e il sigaro, l’altro muto, candido e affamato e il terzo finto tonto e pure irresistibile sta proprio nel costruire tutto lo spettacolo sulle frasi senza senso (risate fino ai crampi nella scena della lettura del contratto), i sacchi in testa, le martellate alla sveglia, le gags pure e semplici, le cadute per le scale, gli inseguimenti sulle corde di un sipario e la celebrazione di una libertà fantastica, assoluta ed anticonformista che ha lo scopo di distruggere tutto ciò che si fonda sulla povera e semplice ragione. Un trionfo.

Una Notte all’Opera (A Night at the Opera, Stati Uniti, 1935, sala)
Regia di Sam Wood

Pubblicato il 15/12/2005 alle 18.42 nella rubrica Cinemio.

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