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>COME RIDERE BENE TRA EBRAISMO E BERLINO

Tra i meriti indiscutibili del socialismo reale, uno andrebbe riconosciuto proprio a livello storico. Quello, ad anni di distanza dalla caduta del muro di Berlino, di aver generato la commedia tedesca di nostalgia per la Ddr che fu. Anche questa volta, dopo il bellissimo Good Bye Lenin!, si ride parecchio e di gusto, anche se poi tutto resta fine a se stesso e non raggiunge le profondità che l’opera di Wolfgang Becker toccava con leggerezza e convinzione. Tutto quanto è irresistibilmente sgangherato, proprio come chi famoso ricco e comunista prima, disgraziato disperato ma sempre comunista poi, è travolto da un capitalismo che accelera i tempi e che allunga troppo il passo. Dalla madre uscita dal coma a cui andava evitato lo shock della caduta del muro, alla defunta madre di Jackie, che poi sarebbe Jakob, ex cronista sportivo amico del regime e ora giocatore di biliardo impenitente e sull’orlo di una crisi irreparabile, e di Samuel, che poi sarebbe il figlio fuggito con lei a Francoforte e rimasto legato alla tradizione ebraica. Il testamento lascia in eredità un patrimonio di crediti e titoli di risparmio ad entrambi i suoi due figli, se solo questi accetteranno mai di passare insieme con e tra le loro famiglie i giorni del lutto dopo il funerale, nonostante anni e anni di totale assenza di rapporti, ormai definitivamente chiusi e lontani al punto di detestarsi. La galleria prevede manualetti per separare carne e latticini, contabilità in un bordello, omosessualità vere e presunte, infarti simulati, preghiere da recitare rigorosamente scossando e un inventario di battute da antologia.

Zucker! …come diventare Ebreo in 7 giorni (Alles auf Zucker!, Germania, 2004, sala)
Regia di Dani Levy

Pubblicato il 14/12/2005 alle 23.50 nella rubrica Cinemio.

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