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>VERO LUPO AUSTRALIANO

Nessuno è perfetto. Nemmeno questo regista sconosciuto ma parecchio capace e innamorato della sua terra più di ogni altra cosa. Due, e due soltanto, e due purtroppo, gli errori in tutto: il primo quando Mick, tramortito da un colpo al collo e lasciato inerme a terra nella scena immediatamente prima, carica così in fretta il suo fucile, e il secondo quando tra tutte le auto di quel garage, entrambi, porca miseria che coincidenza, scelgono la stessa. Ma per il resto, accidenti, siamo davvero dalle parti dell’orrore, con la e finale e senza davanti h stupide a richiamare quelle folle a cui ultimamente, tra cinesi, giapponesi e mostri vari, è stato concesso pure troppo. Perché il vero incubo è proprio questo, partire, tre giovinastri d’oggi e nemmeno troppo belli, con una macchina a noleggio e pochi soldi in tasca, con l’idea di girare un filmino delle vacanze e passare insieme tre settimane dell’estate (non qualsiasi) del ’99, e ritrovarsi poi in pieno outback costretti (non da ufo, sortilegi o poteri soprannaturali) a cercare disperatamente la sopravvivenza, sfuggendo a un tiratore scelto di canguri e di bisonti, preciso e ordinato nel suo progetto finalizzato comunque e sempre alla tortura, violenza e morte dei turisti in visita al cratere meteoritico. Il McLean impartisce la lezione a tutti: giocare con diversi registri di ripresa digitale, evitare di spaventare il pubblico prima del tempo o subito all’inizio, ammazzarlo poi di tensione per un po’ e chiudere con almeno tre quarti d’ora di terrore inimmaginabile eppur possibile. Sotto sotto c’è pure un fatto di cronaca vera e nera. Nessuno è perfetto, ma questo sì che è orrore con le palle.

Wolf Creek (id., Australia, 2005, sala)
Regia di Greg McLean

Pubblicato il 28/11/2005 alle 1.27 nella rubrica Cinemio.

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