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>TOTÒ E PEPPINO SONO ROCK

«Signorina… veniamo noi con questa mia a dirvi… una parola… che… scusate se sono poche… ma settecento mila lira… noi… ci fanno… specie che quest’anno… c’è stata una grande moria delle vacche… come voi ben sapete. Punto. Due punti! Ma sì, fai vedere che abbondiamo! Abbondandis, in abbondandum!
Questa moneta servono… a che voi vi consolate… dai dispiaceri che avrete… Che avreta… Avre-ta… Eh già. È femmina, femminile. Perché dovete lasciare nostro nipote… che gli zii… che siamo noi medesimo di persona… vi mandiamo questo… perché il giovanotto è studente che studia… che si deve prendere una Laura… che deve tenere la testa al solito posto… cioè… sul collo. Punto, punto e virgola, punto e un punto è virgola!».
«Troppa roba».
«Lascia fare. Ché dicono che noi siamo provinciali, siamo tirati.
Salutandovi indistintamente… i fratelli Caponi… che siamo noi. Apri una parente. Apri una parente e dici: ‘Che siamo noi, i fratelli Caponi'».

Totò, Peppino e... la malafemmina di Camillo Mastrocinque, 1956

Pubblicato il 31/10/2005 alle 20.25 nella rubrica Cinemio.

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