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>SUPERSPUGNA

Prima inghiotte una saponetta, poi assorbe tutta l’acqua possibile fino a far scoppiare una coltre fitta e spessa di bolle di sapone. In questo muro di bolle il nostro nuovo eroe, apre come una porticina e se ne esce fresco e pulito. L’inquadratura passa dietro: a SpongeBob, spugna in camicia, cravatta e pantaloncini, hanno disegnato anche il sedere, e tutti quanti, a Bikini Bottom, hanno due belle chiappettine, e c’è persino chi le usa per reggere l’asta di una bandierina da tifoso. Siamo già conquistati. Poco ci interessa di chi blatera che questi cartoni animati distribuiti poco e male, e fuori dalle grazie della computer grafica, siano soltanto robetta per piccolissimi. Anche perché, prima o poi, ci piacerebbe sapere quanto in realtà capiscono i bambini di cinque anni portati dai genitori di un film in cui gli schiavetti del cattivo, controllati mentalmente attraverso secchielli di latta, eseguono gli ordini al ritmo di «Heil, Plankton», o in cui David Hasselhoff (che in tv loro mai hanno visto) arriva tutto bicipiti e pettorali e ci regala il miglior motoscafo (umano) della storia del cinema. Questa volta si ride fino al mal di pancia (i due benzinai, il gelato al cioccolato in mezzo a montagne di teschi, il balletto finale con tanto di calze a rete e stivaletti) per una storia demenziale eppure mai stupida e banale, in cui la spedizione per recuperare la corona di re Nettuno e salvare così il granchio congelato che apre fast food, mischia animazione a mano a riprese dal vivo. Poco importa se sott’acqua il palombaro non ha le bombole d’ossigeno e non smette mai la muta nemmeno nel suo piccolo negozietto di cianfrusaglie marine, continuando a ghignare come un deficiente alzando festante le braccia al cielo. Tutto il resto è praticamente perfetto e Patrick la stella il nostro nuovo idolo incontrastato.

SpongeBob - Il film (The SpongeBob SquarePants Movie, Stati Uniti, 2004, sala)
Regia di Stephen Hillenburg

Pubblicato il 25/10/2005 alle 18.21 nella rubrica Cinemio.

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