Blog: http://clos.ilcannocchiale.it

>DELICATESSEN SUPREMO

Da qui si capiva già che Jean Pierre Jeunet (all’opera con il collega Marc Caro), sarebbe stato un regista intramontabile. Di anni ne sono passati ormai quattordici, dunque la prima prova del tempo può dirsi strasuperata. Questo delizioso racconto, sconcertante, grottesco, assurdo, ognuno affibbi l’etichetta che preferisce, è semplicemente un capolavoro. Il primo pregio sta proprio nell’ironia di un titolo così incantevole e grazioso e il confine sottilissimo tra gioco onirico e realtà, pazzia, follia, insensatezza e grosse risate sono la dimostrazione che i due registi francesi, a cominciare dai più bei titoli di testa mai visti, hanno messo a punto un esempio di cinema senza rami secchi. Che significa che tutti i loro personaggi, abitanti e residenti in questo vecchissimo edificio in cui un macellaio fornisce ai suoi clienti carne umana fresca, offrono continui spunti e suggestioni. Inutile sarebbe pizzicare la trama qua e là (un clown disoccupato, un’aspirante suicida, una violoncellista, una famiglia povera, i souvenir di due fratelli e i fantastici trogloditi vegetariani), perché tutto quanto, avvolto nei caldi colori di una fotografia che mette in risalto ancora di più i visi buffi, paranoici e a volte un tantino simpaticamente spaventosi, avviene in un continuo di sorprese e idee geniali, facendo così affaticare il pubblico devoto alla sola ragione, ma divertendo e impressionando per bravura e capacità tutti quelli che si lasceranno trasportare dalla strepitosa libertà fantastica di un mondo creato apposta bizzarro e arguto e che a distanza di così tanti anni rinnova un sapore d’insospettabile freschezza.

Delicatessen (id., Francia, 1991, sala)
Regia di Jean Pierre Jeunet e Marc Caro

Pubblicato il 23/10/2005 alle 23.50 nella rubrica Cinemio.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web