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>UN TOCCO DI LIEVITO

Ora, un film che in un qualche modo prova a raccontare anche la cucina mediorientale, quella di Costantinopoli in cui, tanto per dire, la melanzana dal fruttivendolo, prima di acquistarla, non solo va guardata e toccata, ma pure agitata di fianco all’orecchio, proprio per essere sicuri di quel che si metterà sulla tavola, un film così, si diceva, che si fa patrocinare dalla Coca-Cola, oltre che indicare il segno dei tempi, si qualifica da solo. Tanto più che iniziare con un seno in primissimo piano, con tanto di neonato che comincia ad assaggiare sapori e a gustare il primo vero cibo che una creatura di questa Terra ha la possibilità di conoscere, e poi continuare allargando lo zoom in panoramiche su Istanbul assurdamente digitalizzate, non aiuta certo il pubblico a capire dove il regista vorrebbe parare. La politica è importante, ma poi nella seconda parte si dissolve come se non contasse più, e il rapporto conflittuale tra turchi e greci non è nemmeno più lo sfondo. Si aspetta il nonno, dall’inizio alla fine, dall’infanzia all’età adulta del protagonista, quando va in stazione per una scena già vista troppe e troppe volte per poterla apprezzare anche cucinata in un'altra pentola. Un film sincero che scorre semplice e leggero, aiutato nel doppiaggio italiano da un Pedicini che è sempre uno spettacolo stare ad ascoltare, ma indeciso al punto tale da restare bello sgonfio. Tra tutte quelle spezie, chissà, forse mancava solo un po’ di lievito.

Un tocco di Zenzero (Politiki kouzina, Grecia/Turchia, 2003, sala)
Regia di Tassos Boulmetis

Pubblicato il 29/8/2005 alle 12.3 nella rubrica Cinemio.

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