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>UN FILM PARTICOLARE

Va bene, facciamoci dei nemici. Il filmino delle vacanze di Stefano Rulli e Clara Sereni, de «La Città del Sole», del disagio psichico e dell’amore per la diversità, della normalità presunta e dell’handicap reale, di loro figlio e di tutti quei ragazzi che frettolosamente chiamiamo «diversamente abili» e con cui questa volta invece siamo chiamati a misurarci per davvero, costretti ad affrontare una difficoltà autentica come l’handicap mentale o fisico senza ipocrisie diffuse, buonismi di maniera o maniere di bontà fasulla, è un’operazione un po’ furbetta. Matteo, per assurdo, ha la fortuna di essere figlio di uno sceneggiatore famoso e di una scrittrice bravissima che è pure personaggio di una famiglia di enorme rilievo storico e politico, e proprio per questo il suo disagio si fa più piccolo di quello di tanti altri ragazzi sfortunati come lui, magari con genitori disoccupati od operai. Nessuno nega il valore di questo oggetto digitale, l’impegno di scrittura, l’indubbia qualità cinematografica e i meriti profondi che già gli abbiamo riconosciuto, ma proprio partendo dal messaggio che Rulli vuole e lascia, ci si chiede quante famiglie, nei cassetti di casa, raccolgano le emozioni di dolori e gioie dati dal figlio malato o handicappato in riprese amatoriali. Senza magari essere vice sindaco di Perugia, tenere la copia de la Repubblica in bella vista e senza quell’aria di superiorità intellettuale tipica della sinistra morettiana.

Un silenzio particolare (id., Italia, 2004, sala)
Regia di Stefano Rulli

Pubblicato il 31/7/2005 alle 19.25 nella rubrica Cinemio.

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