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>L'EDUCAZIONE DI NON MANDARLO AL CINEMA

Si vedono due paia di tette in tutto, perché poi le altre scenette erotiche fanno ridere o piangere, a seconda dei punti di vista. Da dietro, dal davanti, in bocca, soprattutto di sesso ne parlano tanto nella residenza di madame de Saint Ange, dove convinti di essere libertini e non sapendo di essere solo paleoilluministi senza pensiero capaci solamente di prendersi gioco di Dio o di chi per lui, due o tre poveretti iniziano la verginella Eugénie ai piaceri della carne. Film vietato ai quattordici anni e non ai diciotto, il regista è quello de «Il macellaio», ma probabilmente Alba Parietti ha almeno un altro carisma. Questi attori un tantino sfigatelli, oltre a non sapere recitare, non sono neanche capaci di fare finta di dormire o nemmeno in grado di stare seduti ad un tavolo a fare delle chiacchiere. Sara Sartini, cioè Eugénie, avrebbe avuto anche tanto bisogno di togliere l’accento del centro Italia prima di interpretare un personaggio della Francia del Settecento, e quell’altra, Antonella Salvucci, madame de Saint Ange detta anche il troione capo, tradisce qualche simpatico brufoletto sulle gote. Poi certo i dialoghi sono del tipo «l’aspettare è il piacere più compito» e il lessico usa paroloni come «prologomeno», senza stare a ripetere delle svariate sfumature per indicare rapporti od organi sessuali. Il punto più basso del cinema italiano. No, non il film, ma la decisione della Bim di metterlo in distribuzione.

L'educazione sentimentale di Eugénie (id., Italia, 2005, sala)
Regia di Aurelio Grimaldi

Pubblicato il 22/7/2005 alle 1.22 nella rubrica Cinemio.

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