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>SEI STATO NOMINATO

Tempo fa scrissi un post indignato sulle nomine ai seggi elettorali. Un post che condivido tuttora, integralmente e specialmente negli ultimi quattro paragrafi. Un post che però necessitava di un’integrazione, di una spiegazione, di un’intervista a chi le nomine ai seggi toccano come professione.

Fabrizio Fabbri è il caposervizio del settore demografico del Comune, il responsabile cioè di una macchina organizzativa che ad ogni elezione garantisce la copertura dei 57 seggi faentini. «Il numero degli scrutatori per sezione - spiega - varia dal tipo di elezione, da tre a quattro persone. Il sorteggio avviene sulla base degli iscritti volontari ad una lista che viene aperta e aggiornata ogni anno e che, ad oggi, conta più o meno 1800 persone, ordinate successivamente in ordine alfabetico per cognome ed inserite in un elenco di pagine numerate a cui corrispondono 64 nominativi per facciata».

Il meccanismo del sorteggio è dunque quello del «passo d’estrazione». Il rapporto tra il numero totale dei cittadini in elenco e il numero di scrutatori necessario, determina ogni quanti iscritti pescare quelli che effettivamente riceveranno la chiamata. «Circa uno ogni otto - continua Fabbri - e fatto questo si prosegue ad un doppio sorteggio manuale, che abbiamo sempre sostenuto perché garanzia di maggiore trasparenza. Prima di tutto viene estratto il numero di pagina da cui partire, tenendo presente che secondo il nostro raggruppamento tutti quanti gli iscritti in elenco sono raccolti in 28 pagine. Deciso questo, si sorteggia un secondo numero, da 1 a 64, per decretare il primo nome da cui cominciare le nomine all’interno della pagina sorteggiata. I duecento cittadini circa che occorrono ai seggi sono determinati poi in base al ‘passo d’estrazione’, uno ogni otto o nove, come detto, a partire dal primo sorteggiato. Una volta nominati tutti gli scrutatori effettivi, si ripete una seconda volta lo stesso meccanismo per i membri supplenti, cioè coloro che andranno a sostituire le persone che non potranno essere disponibili».

Questa procedura permette di sbrigare la pratica nel minor tempo possibile perché poi la nomina e l’estratto del verbale di nomina vengono stampati in automatico dal sistema informatico, riducendo così la mole di lavoro che nelle settimane precedenti le elezioni è per gli uffici comunali sempre notevole. «C’è poi l’abbinamento alla sezione in cui prestare servizio. Questo passaggio, determinato dal computer fin dal 1996, cerca sempre di abbinare lo scrutatore alla sua sezione di appartenenza, inserendolo altrove solo nel caso il suddetto seggio sia già completo. Mi pare un modo intelligente per risparmiare tempo e consumi di benzina e per facilitare gli spostamenti».

Tutta diversa e assai più complicata è la partita di nomina dei presidenti delle sezioni elettorali, scelti per decreto dalla Corte di appello di Bologna. La legge stabilisce che possono ricoprire questo incarico avvocati, funzionari di cancellerie e segreterie giudiziarie, impiegati civili a riposo, magistrati, notai, procuratori, vice pretori. In mancanza di questi, possono farlo cittadini che possiedono un titolo di studio di scuola secondaria superiore. Nella pratica, è a questa seconda categoria che appartiene la stragrande maggioranza degli aspiranti presidenti di seggio. Si pone allora il problema della loro formazione, fondamentale per la responsabilità che ha chi ricopre questo delicato incarico, ma a livello nazionale non esiste alcuna istituzione in tal senso.

A questa grave lacuna del ministero dell’Interno ha rimediato da tempo il comune di Faenza, organizzando corsi serali. «Mi vanto - continua Fabbri - di avere i migliori presidenti di seggio della provincia, che a loro volta sono i migliori d’Italia, proprio grazie ad una formazione e ad una informazione che pur minimale è continuata nel tempo». Nasce da qui la creazione di un gruppo di figure professionalmente molto qualificate che «Per le procedure indicate dal Viminale, segnaliamo sempre alla Corte di appello di Bologna per una loro riconferma».

Il presidente sceglie poi a suo insindacabile giudizio (previo possesso della maturità ed iscrizione elettorale nel Comune) il segretario di seggio. «Una persona di fiducia - dice Fabbri - l’unica all’interno della sezione. Il segretario è fondamentale, così come fondamentale è la conoscenza degli elettori». Conoscenza agevolata dalla continua riconferma dei presidenti.
E proprio qui, infine, sta la questione che solleva dubbi e sospetti sull’intera procedura: al seggio sono presenti sempre le stesse persone. «Come abbiamo detto - chiude il caposervizio del settore demografico - i presidenti sono gli stessi, così come presumibile è che scelgano come loro segretario la stessa persona. Per quanto riguarda gli scrutatori è una questione statistica: se il ‘passo d’estrazione’ è 8, allora c’è una possibilità su 8 di essere sorteggiati, e come al gioco del Lotto può esserci chi è più fortunato. Ma il fattore decisivo è l’inserimento dello scrutatore nel suo seggio di appartenenza, e noi non possiamo impedire che, per esempio, ci siano sezioni con tantissimi cittadini iscritti nel nostro elenco ed altre che invece hanno giusto giusto 4 o 5 scrutatori o addirittura nessuno. Il fatto comunque di vedere due facce sempre uguali di anno in anno, più magari un’altra ancora che si finisce per confondere rispetto all’ultima volta che è stata vista, fa pensare e dire a certuni che tutto è combinato. Ma non è assolutamente vero».

A questo punto, vista la notizia sulla sua età personalmente appresa ieri, resta solo una domanda: di quali raccomandazioni gode il nostro caro harry per essere probabilmente l'unico presidente di seggio under 30 in Italia?

Pubblicato il 20/7/2005 alle 23.42 nella rubrica Manfreda.

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