Blog: http://clos.ilcannocchiale.it

>AUTORI SOTTO LE STELLE

Melissa P. è bellissima. Piccola, esile, minuta, potrebbe essere una bambina. In verità sorride come una donna, guarda come una donna, parla come una donna. È una scrittrice di grande successo, lei dice «autrice», perché in quella parola, ha ragione, sta molto più il senso dell’ideazione, della creazione di emozioni che come dice lei «Nulla centrano con le belle parole, solo gli scrittori di oggi possono pensare che trovata la bella parola abbiano scritto un bel libro, e finiscono per scrivere centinaia e centinaia di pagine in più di quelle necessarie. Se ho voglia di leggere così tanto prendo Dostoevskij, cioè un genio». E del resto, nel panorama letterario italiano del giorno d'oggi, «Tutti meritano rispetto perché non c’è nessuno da invidiare». E ancora: «Come possono esserci stimoli per scrivere bene nell’Italia berlusconiana, in una società reazionaria culturalmente immobile, economicamente ferma?». Mica è colpa del presidente del Consiglio, sia chiaro, «Non vedo nessun altro politico - dice - che possa fare di meglio». Convintissima poi nel non mescolarsi alla solita logora demagogia populista che si prende gioco della classe dirigente: «Politici bravi ce ne saranno, solo io non li conosco».

Melissa P. è bellissima. Parla ancora meglio di quanto scrive, non annoia certo chi al suo incontro è venuto solo per curiosità, stupisce chi immaginava da lei tutti altri atteggiamenti. Catania, la puttana Catania, e Roma, la stanca guerriera Roma, la vita nella capitale, Thomas, i suoi due libri in testa alle classifiche di vendita, gli incontri in giro per l’Italia, per stare a contatto con il pubblico, quello che fino a pochi mesi fa la contestava, le urlava addosso, insinuava che «100 colpi di spazzola prima di andare a dormire» non l’avesse scritto lei e che lei fosse una poco di buono perché «No, ah no, mia figlia non farebbe mai cose del genere». Lei non si considera una rivoluzione nel panorama delle librerie, le fa piacere se il libro viene comprato perché «Non sono ipocrita, ma non mi riesce di entusiasmarmi solo perché se ne sta al primo posto, ecco». Come non riesce a capire cosa avrebbe da dire in qualità di opinionista nello studio del reality show a cui le è stato chiesto di partecipare.

Melissa P. è bellissima. Lo sanno pure in Turchia, un po’ meno in Francia, «Ma quelli sono francesi e con questo abbiamo già detto tutto; le donne turche anche se hanno il velo, comprano e leggono il mio libro, quelle italiane hanno il silicone e preferiscono insultarmi». Quando arriva il momento delle domande del pubblico, in pochissimi alzano la mano, intimoriti forse, intimiditi dalla preoccupazione di chiedere cose sbagliate, stupide, ad una ragazza, ad una donna, ad un’autrice che con grandissima dolcezza sa sempre come rispondere, cosa rispondere, affascinante e semplice, coerente e seducente, intelligente, e sincera.

Melissa P. è bellissima. Molto meno, quasi per niente, lo sarà il film sul suo primo libro, diritti acquistati da una Francesca Neri che sembrava anche all’autrice essere la persona più indicata, ma che poi all’autrice stessa, dopo le critiche alla sceneggiatura, ha tolto persino il suo saluto. «Sembra un film alla Muccino - commenta - con protagonisti ragazzi ribelli, arrabbiati. Sarà recitato benissimo, avrà una fotografia meravigliosa, ma non coglierà il profondo disagio interiore della protagonista, ciò che racconta davvero il libro. Mi farò mandare la cassetta, naturalmente mi inviteranno alla prima per avere più pubblicità, ma io non andrò».

L’odore del tuo respiro (id., Roma, 2005, Le vele, Fazi Editore)
Incontri letterari, Chiostro di San Francesco, Cesena

Pubblicato il 15/7/2005 alle 14.57 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web