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>IL COMPLEANNO DI PIPPO - 5

Non crediate di essere soli e i soli. Non crediate di esservela fatta soltanto voi pochi che in questi giorni avete continuato a visitare le modeste pagine di questo bloguzzo. La domanda «Ma cosa sopravvive oggi di Mazzini?» ce la siamo posti tutti, specialmente chi mazziniano lo è o si considera tale. Perché considerando la dimensione mondiale di Giuseppe Mazzini e i tratti moderni della sua opera, la questione resta sempre la stessa: come infrangere la barriera che da sempre ha separato il patriota dal grande pubblico? Mattarelli pensa di chiederlo direttamente allo stesso Mazzini, in una sfida la cui posta in palio è quella di evidenziare la forza innovativa del pensiero mazziniano attraverso un percorso che appare imprescindibile per chiunque abbia oggi a cuore la costruzione di una religione laica e civile che armonizzi le esigenze dei singoli, dia nuovo senso al concetto di cittadinanza, di libertà, al ruolo della patria, dell’Europa e dell’umanità, poste di fronte alle suggestive ma ostiche e irte incognite delle sfide globali. Un Mazzini, dunque, che «Scende dal piedistallo agiografico inaccessibile, freddo e talvolta polveroso», che incalzato spiega perché ha posto «Dio e il Popolo» quale principio del Dovere e fondamento di tutta la sua teoria politica. Che ci spiega, soprattutto, perché il suo pensiero può ancora aiutarci a vivere liberi.

Dialogo sui Doveri – Il pensiero di Giuseppe Mazzini (id., Venezia, 2005, tascabili Marsilio Editori/Saggi)
di Sauro Mattarelli

Pubblicato il 24/6/2005 alle 12.17 nella rubrica Mazziniana.

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