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>VERSO IL REFERENDUM - 5

Io capisco pure che i signori vescovi della Romagna siano un tantino stressati, e che svolgere il loro mandato in mezzo ai comunisti feroci che vogliono portare miseria, terrore e morte e che si fanno le seghe senza andarsi a confessare, sia un lavoretto anche difficile, però a volte mi chiedo come fanno ad avere certe trovate.

Dopo le dichiarazioni del vescovo di Imola sulla dannosità delle coppie di fatto, quello di Faenza ha mandato una letterina sui prossimi referendum al Corriere di Romagna, perché «Se è permesso a tutti dire il proprio pensiero, compresi gli “scienziati” che in mancanza di argomenti fanno lo sciopero della fame, perché dovrebbe essere proibito al Cardinal Ruini e ai Vescovi italiani dire quello che pensano?». Ora, nonostante le virgolette denigratorie messe da Claudio Stagni, che prima di stare in questa diocesi teneva il leggio del cardinale Biffi, mi pare che in questa campagna la libertà di pensiero sia stata abbastanza garantita a tutti. E se così non fosse, voglio addirittura rimediare personalmente, riportando le testuali parole dei due momenti clou di questa letterina alla stampa locale.

Il primo. «Andare a votare no, sapendo che raggiungendo il quorum vinceranno i sì, è un autolesionismo». Ah, ecco. Perché infatti se il cinquanta percento più uno che voi vescovi non mandate a votare per far fallire il referendum, lo mandaste invece a votare No, i Sì vincerebbero comunque. Giusto. Ma forse gli si era rotta la calcolatrice, guasto assai frequente ultimamente, capita non solo ai preti ma anche ai laici di «Scienza e vita».

Secondo snodo della lettera. «Se dal mio voto dipende un trattamento più permissivo, per il quale molti embrioni umani saranno uccisi perché in soprannumero, o per fare sperimentazione, ricerca, ecc., il mio voto è cooperazione al male, contro il quinto comandamento». Chiara la novità? Votare è cooperare con il male.

A questo punto mi sa sarebbe parecchio nell’interesse del signor vescovo che la ricerca scientifica sulle cellule staminali embrionali consenta di arrivare a nuove cure per le malattie del cervello.

Pubblicato il 1/6/2005 alle 21.14 nella rubrica Manfreda.

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