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>MILLIONS CHE NON ACCONTENTANO

La famosa compostezza british la imparano fin dalle scuole elementari. Li fanno stare seduti in posizione prima di cominciare a parlare di qualsiasi cosa, persino se devono soltanto nominare i nomi dei lori idoli del calcio. Damian, però, schiera San Rocco e Sant’Agata, quasi amici suoi, di certo personaggi con cui parla abitualmente e di cui sa letteralmente vita, morte e anche miracoli. Sia chiaro, al giorno d’oggi è rischioso anche frequentare soltanto chi sulla testa c’ha l’aureola, si rischia di finire comunque in una brutta compagnia, che non è che per una borsa piena zeppa e ancor di più di centinaia di migliaia di sterline si può perdonare a Santa Chiara d’Assisi d’essersi fatta una canna sotto gli occhi del piccolo e innocente e lentigginoso ed eccellente protagonista. Tanto più se quei soldi poco tempo dopo andranno fuori corso (l’incubo euro degli inglesi) e se alle calcagna poi ci metti un tizio, un ladro vero, che fa paura persino a noi, figuriamoci ad un orfanello di otto anni con un fratello saputello dai pochi scrupoli. Poi, insomma, se il finale sta veramente al limite dello stucchevole, la fila fuori dalla porta e il triangolo mormome superano ampiamente questo unico confine. Per il resto è Danny Boyle, qui con un incipit travolgente e musiche bellissime, che è un po’ di tempo che ha le idee un po’ confuse.

Millions (id., Regno Unito/Stati Uniti, 2004, sala)
Regia di Danny Boyle

Pubblicato il 23/4/2005 alle 11.21 nella rubrica Cinemio.

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