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>IO FACCIO QUELLO CHE DICE CAZZATE

«La gente interessata alla fecondazione assistita sarà l’1% in tutto e ci fanno votare ai referendum».
«Guarda che in gioco c’è molto di più, questa è una delle più grandi battaglie civili dai tempi di aborto e divorzio».
«Non dire cazzate!».
«Ascolta, di schede te ne danno quattro, quattro referendum votiamo, quindi decidiamo se abrogare quattro parti di questa legge. Con il sì le cancelliamo, con il no ce le teniamo».
«Quattro referendum…».
«Il primo riguarda l’embrione, cioè il primo frutto, microscopicamente piccolo e vitale, tra l’incontro dello spermatozoo maschile e dell’ovulo femminile. Fecondazione, si chiama, e avviene, quando è possibile, all’interno dell’addome della donna».
«Questo lo so anch’io».
«Bene. Però se la donna non riesce, questa unione la si fa in provetta, con il prelievo dei due semi. Allora, di embrioni in provetta, prima della legge 40, che è appunto questa legge che vogliamo abrogare…».
«Vogliamo chi…?»
«Aspetta un attimo. Il referendum vuole eliminare alcune parti della legge 40. Prima infatti di embrioni in provetta se ne potevano creare, per la successiva inseminazione nell’utero della donna, circa una ventina. La legge approvata permette di crearne soltanto tre».
«Quindi?».
«Quindi prima se ne congelava la gran parte, sgelandone alcuni alla volta, quelli che servivano per inseminarli, fino al successo dell’attecchimento in utero. In Italia ci sono tantissimi embrioni congelati, moltissimi di questi abbandonati in un freezer, perché non appena una coppia ha raggiunto il sogno di avere un bambino chi ha fatto la legge crede non servano più a nulla».
«E invece servono per la ricerca scientifica. È l’unica cosa che ho capito».
«Esatto, perché questa legge vieta la ricerca sugli embrioni. Ma se vinceranno i sì la sperimentazione sarà invece consentita e darà un grande impulso alla cura di gravissime malattie come il parkinson o l’alzheimer, ad alcuni tipi di diabete, alle sclerosi multiple, a tante malattie del sistema nervoso».
«Se invece vincono i no…».
«…O non si raggiunge il quorum si svuoteranno i freezer pieni di embrioni nello sciacquone del cesso».
«E perché scusa?».
«Perché questa legge dice che gli embrioni hanno gli stessi diritti delle persone, in accoglimento del principio cristiano secondo cui la vita è sacra fin dal concepimento».
«Chi ci crede ci crede».
«Certo. E gli altri?»
«Però scusa, mica è sbagliato».
«Però scusa, ammettendo che sia giusto è abbastanza in contraddizione con questo Stato che permette poi ad una donna di abortire entro tre mesi di vita fetale ed entro certe regole. Sei così sicuro che non sia il primo passo per mettere in discussione la legge 194?».
«E tu dici che questo referendum è uguale a quello sull’aborto?».
«Io ti sto chiedendo di pensare. Di pensare se ti piace oppure no. C’è anche un altro referendum che ti chiederà di abrogare il primo articolo di questa legge, che, ti ripeto, dà lo stesso valore alla persona e all’embrione, ossia tra un ovulo fecondato ed un individuo già venuto al mondo. La cosa buffa è che gli embrioni avranno i nostri stessi diritti, tranne quello di votare, per oggettivo impedimento diciamo».
«Non fare il deficiente».
«Sono serissimo. Un altro referendum, ti dicevo, vuole abrogare appunto l’attuale divieto di creare artificialmente più di tre embrioni, per evitare poi di doverli congelare».
«L’hai già detto».
«C’è un’altra cosa ancora. Tieni presente che se vincono i sì i ginecologi, o chi per loro insomma, possono creare una ventina di embrioni e poi usarli un po’ per volta. Se vincono i no non si possono creare più di tre embrioni per volta e se anche qualcuno è venuto male va inseminato comunque».
«…».
«Aspetta, ti dico solo un’altra cosa. Per l’uomo, lo sai, la produzione di spermatozoi è solo una questione di manualità diciamo, ma una donna, per ogni creazione di tre o venti embrioni che siano, deve essere sottoposta ad un pesantissimo trattamento ormonale per produrre ovuli, un trattamento che dà fastidio alla sua salute».
«Questo non lo sapevo».
«Ultimo referendum, quello della fecondazione eterologa. Questa legge vieta di farsi donare lo sperma…».
«Immagino già il regalo…».
«Non fare il deficiente. Donare da un tizio anonimo esterno alla coppia. Pensa tu se è meglio per un marito sterile ricorrere alla banca del seme, che ora è vietato, oppure chiedere la collaborazione, permessa dalla legge, dell’idraulico, del postino, del vicino di casa o del muratore».

Adesso ci pensa. Tra qualche giorno mi fa sapere. Intanto voi cominciate ad allenarvi.

Pubblicato il 21/4/2005 alle 17.44 nella rubrica Diario.

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