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>BUON LAVORO

Sforziamoci almeno di essere onesti, tanto ormai quel che per cominciare andava criticato e contestato è già stato detto, scritto e rilevato. Da oggi, piuttosto, Benedetto 16 comincerà il suo mandato amministrativo di santa romana Chiesa. E, almeno io, lo ascolterò tanto quanto ascoltavo prima Papa Wojtyla, che in realtà mai lo ho ascoltato, ma al massimo sempre e soltanto sentito.

Ma forse proprio qui sta il punto, e cioè capire come mai la religione cattolica, che da sempre fa proselitismo ma che indubbiamente è nel mondo appena appena minoranza, abbia scelto di affidarsi, al suo massimo livello, ad una personalità che pregiudizialmente, almeno inizialmente, dovrà scontrarsi con riserve, condizionamenti e limitazioni dovuti ad un atteggiamento, appunto, più da panzer kardinal che da uomo veramente universale. Immagino ci saranno sorprese, immagino che chi fin da subito usa e userà prudenza e attenzione possa infine aver ragione e pure un filino di gran soddisfazione.

Personalmente invece mi preoccupano diverse sue argomentazioni, in primis quella della netta e rozza contrarietà, in perfetto stile Lega (il cavallo di Troia dell’America è solo una ridicola boutade dei comunisti) all’ingresso della Turchia nell’Unione europea, che, se non altro, ritengo una sfida politica e culturale anche appassionante e stimolante. E poi questa cosa del relativismo etico in un certo senso mi disturba, abituato come sono a pensare sempre anche all’alternativa contraria e opposta, che sarebbe l’assolutismo o perlomeno il totalitarismo incondizionato.

Ammetto invece che la scelta di un Papa per i giovani non potesse essere più azzeccata. In onore dell’ascesa a Santità di Joseph Ratzinger, in Germania infatti si è cominciato ieri sera a distribuire per tutti birra gratis. Sospendo allora ogni commento altro fino al raduno di Colonia. Aspettando e sperando che il prato si ricopra di preservativi come quello di Tor Vergata.

Pubblicato il 20/4/2005 alle 10.6 nella rubrica Diario.

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