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>DENTRO E FUORI

Fuori dal Parlamento, alla visita del Papa, rimasero in pochi. Comunisti, più che altro, anzi no, comuniste, De Simone e Deiana, e poi La Malfa, in un rigurgito di integralismo repubblicano. Quel giorno pensai che in fondo la visita del Pontefice a Montecitorio era appena poco più di un tributo istituzionale, e che la protesta di chi non lo voleva ascoltare non era in realtà questo immenso atto di laicità come lo si voleva far passare. Ma l’ingerenza vaticana nella vita politica era ed è un dato di fatto, e rispondere ad un evento simbolico con una scelta altrettanto simbolica, in fondo, era giusto e doveroso.

Fecero peggio quelli che erano dentro, ad ascoltarlo, quel Papa, che chiese un provvedimento forte a favore dei detenuti. Provvedimento che, in fondo, avrebbe giovato prima di tutto al precario e critico sistema carcerario italiano. Lo applaudirono forte, quelli che erano dentro, fortissimo, ma poi non fecero mai nulla di ciò che gli era stato chiesto.

Pannella ha deciso di interrompere lo sciopero. Dentro rimane ancora qualcuno. Non stanno ascoltando Giovanni Paolo II, stanno aspettando che fuori la politica cominci a farsi sentire. E che dentro di noi scompaiano paure e timori insensati.

Pubblicato il 11/4/2005 alle 20.47 nella rubrica Diario.

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