Blog: http://clos.ilcannocchiale.it

>PASSEGGIATA SOCIALISTA

Una recensione. Non esauriente, veloce, incompleta, che precisa poco e definisce meno, che sorvola su molto e salta i passaggi che dà per scontati. Ma davvero una bella recensione, perché rassegna umana dei pensieri ultimi dell’«Ultimo dei grandi presidenti», lezione, quasi, di una storia che è quella francese e che è quella europea, anche se quell’Europa alle porte porterà via parte del bene più prezioso alla Francia: la sua sovranità. Un percorso, più che l’autorità in sé, un percorso che per forza è politico e un’autorità, quella del presidente, messa in dubbio dall’ombra del collaborazionismo a Vichy, su cui Guédiguian cammina solo per accenni, inserendone altri come l’Algeria e l’orgoglio di fabbrica, della dignità e fierezza operaia, funzionali, anche, ad una storia privata di un giovane giornalista che si consuma all’Eliseo e rinasce in biblioteca. Perché è l’intimità ad essere al centro della visione progressista del presidente, ormai vecchio e quasi gentilmente e con l’immensità di Bouquet, oppresso da un devastante cancro alla prostata. È l’invito finale a salvarsi, a pensare alla vita come un percorso non da conservare o rivangare, ma da costruire e padroneggiare per essere liberi veramente e vivere veramente da liberi. È l’invito finale, il sogno socialista. Mitterand, il presidente, mai nominato, sempre riconosciuto.

Le passeggiate al campo di Marte (Le promeneur du champ de Mars, Francia, 2005, sala)
Regia di Robert Guédiguian

Pubblicato il 4/4/2005 alle 6.33 nella rubrica Cinemio.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web