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>LA MIA SETTIMANA ELETTORALE - 3

La triste e amara esclusione dell’Edera dalla scheda delle prossime elezioni regionali (oltre a mettere in seria difficoltà il sottoscritto) ha scatenato gli appetiti del centrodestra ravennate, che per un mese intero non ha fatto altro che andare a caccia del voto dei Repubblicani.

Gli esponenti locali di Forza Italia e Alleanza nazionale parevano giocatori di calcio extracomunitari, sempre alla frenetica ricerca di amici e parenti che avessero qualcosa a che fare con il glorioso Pri.

Stefano Cortesi Siboni, ad esempio, noto collaudatore di scranni comunali, che quelli del centrodestra lui può dire di averli provati tutti nel solo breve volgere di una legislatura, passando ad An ha ben pensato di incentrare tutta la sua campagna elettorale sui doveri e sui diritti di memoria mazziniana. Mario Maldini, quello che tentò di restaurare la Nuova repubblica pacciardiana, ma che poi ben pensò di accasarsi sotto le ali protettive del Berlusconi, è tornato a presentarsi come «l’ex segretario provinciale del Partito repubblicano». E Massimo Mazzolani, ancora di Alleanza nazionale, mi ha pure scritto una letterina in cui mi spiega che i suoi genitori gli hanno insegnato «L’amore per l’Italia che animò Mazzini e Garibaldi e il rigore morale che guidò Ugo La Malfa» e che visto che il simbolo dell’Edera non c’è, tanto vale votare per lui, che ha capito talmente bene questi insegnamenti che oggi s’è messo con Gianfranco Fini.

Sembra di stare a tavola e di cercare il Parmigiano. Solo che i Repubblicani, da sempre buongustai della politica, sanno ben distinguere fra l’originale e il surrogato, e sempre respingeranno chi vuol offrirgli un po’ di Parmesan. Che, notoriamente, ha la crosta tutta nera.

Pubblicato il 1/4/2005 alle 16.30 nella rubrica Diario.

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