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>REPUBBLICA ROMANA, MIRACOLO LAICO - 11

Nel patriottismo dei combattenti della Repubblica Romana c’è il cuore di una bella utopia della libertà: l’ideale di una comunità civile in cui tutti possano vivere come cittadini, dove a nessuno sia permesseo di dominare, né con la forza né con i favori, e dove nessuno sia costretto a servire, a tenere gli occhi bassi, a tacere per paura o per povertà, o per mancanza di educazione. L’ideale di una comunità civile che vive insieme ad altre comunità civili, uguali per il comune impegno per la libertà.

Questo nuovo ideale della libertà può diventare oggi una nuova utopia politica, un ideale politico e sociale, capace di ridare forza e bellezza e passione alla politica, capace di parlare ai cuori dei giovani. È un ideale che ha un passato, un passato che può rivivere con le narrazioni i simboli, con le celebrazioni, e proprio per questo può diventare cultura, impegno, passione.

È un’impresa ambiziosa, di grande rilievo culturale e civile, di portata nazionale e internazionale. Le donne e gli uomini della Repubblica Romana ci hanno dato molto: ci hanno dato la possibilità di pensare al passato del nostro popolo come ad una storia di donne e uomini che hanno saputo amare la Patria nel modo giusto.

È giunto il tempo di cominciare a saldare, almeno in parte, il debito morale che abbiamo con quelle donne e quegli uomini che oggi commemoriamo.

Il vero modo per fare questo è impegnarci a fare di questa nostra Repubblica una vera Repubblica di cittadini. Impegnarci, ciascuno di noi come può e come vuole, a tenere viva e rafforzare la cultura civile. Solo se sapremo portare avanti con coerenza questo obbligo ideale, le donne e gli uomini che oggi commemoriamo vivranno nella storia della libertà e noi vivremo la nostra vita con dignità.
(7.fine)

Maurizio Viroli

Pubblicato il 30/3/2005 alle 23.51 nella rubrica Mazziniana.

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