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>UNA MALEDIZIONE DA POCO

Dai, caviamocela con poco. Helen Hunt è bruttina. Una bruttina brava e una bruttina che piace. Charlize Theron è molto bella, ma troppo bionda. Una biondona brava e una biondona che piace, che piace ancor di più della collega. Dan Aykroyd è simpatico a pelle, e anche lui, ma sì, può piacere. Woody Allen è ancora più minuto, ancora più occhialuto, ancora più beige, con quei colori che indossa dall’inizio alla fine, ancora con le sue idee e trovate umoristiche, ancora con un film che dice poco e si dimentica in fretta. Torna indietro nel tempo, inizio anni ’40, ci mette il giochino stupido dell’ipnosi, parla tanto, diverte, mette di buonumore e nulla più. Il film sembra anche più lungo di quello che è, perché mancano cambi di ritmo e le battute sagaci a un certo punto non bastano più. Un film bruttino, una storia bruttina. Ma una storia bruttina ben confezionata e una storia bruttina che piace. Una storia talmente inutile e impelagata su se stessa che pure il finale per certi versi scontato può apparire come bello e puntuale. Basta cominciare a sorridere, poi ridere, poi magari qualche volta trovare anche il fragore della risata, e siamo già contenti così. Inutile, siamo qui per cavarcela con poco. Con molto poco. Del resto anche Allen ci è parso di questa idea.

La Maledizione dello Scorpione di Giada (The Curse of the Jade Scorpion, Stati Uniti/Germania, 2001, dvd)
Regia di Woody Allen

Pubblicato il 27/3/2005 alle 8.57 nella rubrica Cinemio.

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