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>SILBERLING MILE

Sarà un film di colonna sonora, se chiaramente possono esistere film di colonna sonora, che infatti il titolo è quello di un brano di Mick Jagger. Non solo. Non solo perché ci stanno anche Elton John, David Bowie, pure Schumann che, insomma, dà l’idea di una ricerca sonora anche importante, importante nel film ecco, molto importante perché la musica, di un juke box, è quella che fa sbocciare l’amore, ma la vicenda è in realtà un pochetto più complessa. Jake Gyllenhaal ha lo stesso sguardo paranoico di chi è perennemente alle prese con problemi e vicende più grandi di lui, che lui la fidanzata e futura sposa poi morta ammazzata l’aveva lasciata tre giorni prima, e a lui non interessa avere la vendetta di una giustizia accanita, ma capire che ricordare Diane per davvero vuole dire davvero ricordarla per quella che era. Tutto qui. Il resto è un grande contenitore in cui chiunque può entrare e sbizzarrirsi in letture e significati, per trovare quel senso della vita che difficilmente riuscirà a stare in spazi così claustrofobici. A parte la mensola di casa dove il trio Hoffman–Sarandon–Hunter ha appoggiato la statuetta, non c’è niente per cui valga la pena. Che quel bigliettino per imparare l’italiano con la scritta cielo attaccato al soffitto e al tetto della macchina andava trattato un po’ meglio. 

Moonlight mile (id., Stati Uniti, 2002, dvd)
Regia di Brad Silberling

Pubblicato il 24/3/2005 alle 8.36 nella rubrica Cinemio.

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