Blog: http://clos.ilcannocchiale.it

>HOTEL RWANDA, DOVE IL MONDO CHIUSE GLI OCCHI

Andiamo al cinema con gli occhi di chi, comunque, giudicherà positivamente questo film, lasciando perdere tecnica e stile e sospendendo ogni tipo di giudizio cinematografico. Pensiamo si tratti soprattutto di una pellicola meritevole, doverosa, a tanti anni di distanza da quella guerra civile che ha insanguinato un paese correndo su quelle assurde parole di morte trasmesse da una infame stazione radiofonica. Ci chiediamo quanto tempo ci vorrà ancora per portare al cinema e poi discutere di altri massacri e di altri genocidi dimenticati, o tuttora in corso, al buio dei riflettori occidentali puntati sempre e comunque sulle solite guerre. Ma in fondo, per sapere e capire, basta un attimo, una battuta, racchiusa in questo film che in realtà scopriamo contenere anche alcune autentiche, apprezzabili e mirate scelte di cinema: «Non sei nemmeno un negro, cazzo, sei solo un africano». Rwanda, 1994. La storia di Paul Rusesabagina (un Don Cheadle in realtà più convincente che bravo) diventa la storia da condividere e il conflitto scatenato dalle milizie Hutu è costantemente ripreso nella sua progressiva drammaticità dai suoi occhi di albergatore, di direttore di un hotel occidentale a quattro stelle. È un film sintetico ma completo, ben diretto da Terry George -non a caso un nordirlandese- che individua chiare responsabilità politiche senza frettolose sentenze. Non è un film meritevole o doveroso. Semplicemente è necessario.

Hotel Rwanda (id., Canada/Regno Unito/Italia/Sudafrica, 2004, sala)
Regia di Terry George

Pubblicato il 18/3/2005 alle 16.11 nella rubrica Cinemio.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web