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>UNA GIORNATA CRIMINALE

La cosa più bella di John C. Reilly è il suo bel faccione rincagnato. Reilly è bravo, un bravo attore che ha interpretato al meglio tanti di quei personaggi non protagonisti che quando appaiono in scena fanno esclamare che quello è lui, dai, quello lì, sì, sì, proprio lui. Qui fa il truffatore, che di truffa si tratta e che va molto di moda, in un film che non ha niente di nuovo ma che riesce a non averlo meglio di altri. Reilly, appunto, è il protagonista, e la sua faccia va bene così. La cosa più bella di Diego Luna invece non è la sua espressione da bravo ragazzo, ma la capacità che ha di prendersi sul serio senza che in realtà abbia voglia di farlo. E anche il suo taglio di capelli ci piace, ma meno dei ricciolini stempiati del compare, che sanno pure di sudaticcio e che forse proprio per questo vengono così bene con giacca e cravatta. Maggie Gyllenhaal invece non ha niente di bello, a parte il fatto di essere bellissima a prescindere, con quello sguardo fresco da piccola fiammiferaia che subito si capisce che pure lei è una furbona e che quando ha finito di farsi scopare ed esce un tantino sudaticcia pure lei, allora si capisce che la truffa è completa. A Clooney e Soderbergh si vede è piaciuta la storia argentina, di cui hanno prodotto questo remake godibilissimo di un’ora e mezza senza pretese. 

Criminal (id., Stati Uniti, 2004, Venezia61)
Regia di Gregory Jacobs

Pubblicato il 12/3/2005 alle 10.31 nella rubrica Cinemio.

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