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>PREMESSA SALVADOR

Rumoroso lo è per davvero, in tutti i sensi del termine. È chiassoso, chiassoso nei dialoghi, quasi urlati e pessimamente doppiati. Richard Boyle ama il fracasso, il baccano, reporter semifallito tra la puzza dell’alcol, i fumi dei bordelli e una famiglia dimenticata da un pezzo, cronista che però ogni tanto si ricorda di esserlo, con terribili difetti come il gusto dell’avventura, la passione per il mestiere e il sincero schieramento politico. Il film è rumoroso perché Oliver Stone comincia, con tanti limiti, poca esperienza e il piglio da documentarista, a gettare le basi del suo carattere impetuoso per una cinematografia sospesa tra battaglia e denuncia. Rimane ben poco sul piano stilistico, con eventi che si susseguono regolari ma scollati, ammucchiati quasi l’uno sull’altro da una regia che lascia giustamente spazio alle immagini nonostante non abbia ancora ben chiare quali sono quelle che contano e quelle banali ma funzionali per far nascere strada facendo una storia di sentimenti attorno al protagonista. È chiaramente un film del suo tempo, con il pregio, non da poco, di lasciare in disparte retorica e facili morali, puntando tutto su una sceneggiatura ben scritta ma non altrettanto efficace e con il merito coraggioso di spostare qualche cadavere per vedere meglio un massacro su cui è calato il silenzio.

Salvador (id., Stati Uniti, 1986, dvd)
Regia di Oliver Stone

Pubblicato il 28/2/2005 alle 0.22 nella rubrica Cinemio.

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