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>NEVERLAND TRA DOLCEZZA ED ESPEDIENTI

Fai volare la tua immaginazione, chiudi gli occhi e comincia a sognare, non abbandonare mai il regno della fantasia, insomma fai qualcosa per tentare di arrivare in fondo. L’Isola che non c’è ha fatto sparire anche un minimo di giudizio critico, ha annebbiato e confuso le idee un po’ a tutti quanti, regalando al film tributi che francamente sembrano esagerati, nominations di troppo e una profonda sopravvalutazione complessiva. Nessuno ha intenzione di scagliarsi contro un film che decisamente vanta un’intelligenza stilistica notevole, che mette insieme due gentiluomini inglesi (siamo a inizio Novecento) come il bravissimo Johnny Depp e l’altrettanto capace Dustin Hoffman, che mette magnificamente in scena una Londra fondata su pettegolezzi e convenzioni e che presenta davvero parecchi momenti appassionati e convincenti di sartoria e scenografia, ma tutta questa grande poesia sventolata ed esaltata ha tanto il sapore della svendita. Il grande pubblico, badate bene, è sempre un tantino conservatore. Forster, sul cui talento continuiamo a dubitare, sa questo molto bene e ha preparato a puntino un film che faccia riflettere poco ma che metta tutti d’accordo. La voce di James M. Barrie sarebbe uscita da questo coro unanime e Peter Pan avrebbe preso la seconda stella a destra.

Neverland – Un sogno per la vita (Finding Neverland, Regno Unito/Stati Uniti, 2004, sala)
Regia di Marc Forster

Pubblicato il 24/2/2005 alle 23.18 nella rubrica Cinemio.

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