Blog: http://clos.ilcannocchiale.it

>L'IMPERFEZIONE DEL MERCANTE

L’atto finale del portare al cinema un testo teatrale di Shakespeare che sul grande schermo era già andato parecchie altre volte e che tante altre è stato portato in scena come una commedia, è quello di prendersi e tenersi rumorosi fischi e critiche severe. Eppure l’impatto scenico di questa pellicola è notevole e apprezzabile, ed è la convinta coerenza di un bravo regista come Radford, forse, ad attirare malumori verso un lavoro che prima di tutto ha l’indiscutibile merito di un’ambientazione attenta e curata e poi il terribile difetto di una noiosità presente dai titoli di testa a quelli di chiusura. È un film complesso, di una qualità narrativa non indifferente, che nell’adattamento cinematografico mantiene intatta la purezza originale, rifiutando ogni sorta di patinatura ammiccante e ignorante, un’operazione colta nei versi e nelle pulsioni dei protagonisti, nei colori e nelle musiche, nella recitazione del più grande attore italoamericano e nella voce italiana con cui Giannini sale definitivamente nell’olimpo del doppiaggio. Girato nella città che meno di tutte si presta alle comodità del set e che più di tutte regala poi soddisfazioni, è evidente che qualcosa si è inceppato, anche se resiste un’evoluzione ammirevole che non è soltanto quella dei tanti personaggi all'inizio così sicuri e alla fine soli e disillusi.

Il mercante di Venezia (The merchant of Venice, Stati Uniti/Italia/Lussemburgo/Regno Unito, 2004, sala)
Regia di Michael Radford

Pubblicato il 21/2/2005 alle 23.40 nella rubrica Cinemio.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web