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>DECISAMENTE OLTRE I CONFINI

Scrivere male di un cartone animato dispiace sempre un po’, specie poi quando non è prodotto dai colossi dell’animazione statunitense. Scrivere malissimo di una produzione cilena potrebbe dare la sensazione di pregiudizio verso lavori poco commerciali, poco pubblicizzati e poco conosciuti. Ma scrivere ancora peggio di questa storia caotica, disordinata, che procede furiosamente verso un finale inutile senza fermarsi un attimo a riflettere su se stessa, è quasi inevitabile, perché si ha come la sensazione di essere finiti alla proiezione di un sequel, uno di quei pessimi film con il numero 2 a fianco del titolo dove tutto è dato per scontato. Solo che questa volta è davvero incomprensibile non tanto la trama, ma addirittura un soggetto che già di partenza è piuttosto triste (un viaggio nel tempo di un ragazzetto che con mille peripezie scopre gli usi e i costumi dell’Isola di Pasqua e la libera da un despota tutto rosso e tatuato) e che poi viene sviluppato in una maniera che ha dell’incredibile, risultando indecifrabile per un pubblico di bimbi e bambini, e tragico per gli amanti dell’animazione. Infine, per completare il disastro, il compare del protagonista si sforza di fare ridere senza riuscirci e grazie al cielo dopo un’ora e venti si riaccendono le luci.

Max Pax – Oltre i confini del tempo (Ogù y Mampato en Rapa Nui, Cile, 2002, sala)
Regia di Alejandro Rojas Tellez

Pubblicato il 29/1/2005 alle 9.35 nella rubrica Cinemio.

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