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>TENSIONE E INCUBO SENZA SONNO

Non gli mettono neppure le indicazioni di vocali e consonanti nel gioco dell’impiccato. Proprio a lui, a lui che i trattati sindacali e i suoi diritti sul lavoro, in una fabbrica di quelle che neanche–a–fine–Ottocento, li conosce alla perfezione, ma che ha più di qualche altro problema. Insomma, il gioco è quello di dare allo spettatore gli elementi sufficienti per fargli avere la situazione sotto controllo, ma al tempo stesso costringerlo a risolvere il rompicapo di una vita. Altrui, s’intende, forse anche banale come può esserla quella di un operaio single che frequenta prostitute di appartamento (sempre la stessa, pardon), ma che deve fare i conti con un pelato dentone a cui non affideremo nemmeno i nostri peggiori incubi. Incubi peraltro talmente a loro agio da trovare una delle fotografie più sporche mai viste, tale da annientare qualsiasi colore che non sia il rosso dell’automobile inseguita con una regolarità matematica. Il fisico di Christian Bale è disarmante, come pure l’atmosfera che avvolge tutti i cessi del film e la casa del protagonista senza luce per un ritardo nel pagamento della bolletta. Qualcosina da mettere a punto nelle interpretazioni ci sarebbe anche, così come la scena dell’inseguimento fino nelle fogne della metro sarebbe stata da rivedere. Ma contano più i brividi. Più di uno, diciamo.

L’uomo senza sonno (The machinist, Spagna, 2004, sala)
Regia di Brad Anderson

Pubblicato il 5/12/2004 alle 20.40 nella rubrica Cinemio.

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