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>CAPOLAVORO VERA

Mike Leigh fiuta in anticipo l'aria e il clima che tira in Europa e se ne esce con un film per il quale vale davvero la pena sprecarsi in encomi. Un film europeo, indipendente, con un'interpretazione clamorosa della Coppa Volpi Venezia 2004 Imelda Staunton, con un gruppo di attori inglesi altrettanto formidabili, preciso e ordinato nel ricostruire la Londra del 1950, semplice e rigoroso in costumi e sceneggiatura, straordinario nei dialoghi e nella regia, perfetto nel ritmo finalmente adeguato ad una narrazione di stile e qualità. Un film per l'Europa che si interroga e che discute, che mette al centro il dilemma etico e morale di una scelta difficile e traumatizzante, che parla del dolore dell'interruzione della gravidanza senza pretendere di dare risposte troppo avventate e preferendo, piuttosto, tutte le domande del caso. Al centro ci sono sopratutto le meccaniche dei ceti sociali, determinanti e discriminanti per eventi e comportamenti, con la ragazza di famiglia borghese che riesce ad abortire senza che nemmeno i genitori lo sappiano e poi sparisce dal film. Al centro c'è Vera, un personaggio spiazzante, che aiuta tutti canticchiando ed offrendo del thè, che pratica aborti clandestini a ragazze in difficoltà senza neppure immaginare di poter chiedere quei soldi di cui viene costretta a rendere conto. E poi il dramma finale, che culmina con la famiglia riunita, e Vera che si piega con quella limpida fierezza di chi ha seguito soltanto la cosa giusta dal cuore.

Il segreto di Vera Drake (Vera Drake, Regno Unito/Francia/Nuova Zelanda, 2004, Venezia61)
Regia di Mike Leigh

Pubblicato il 13/11/2004 alle 16.20 nella rubrica Cinemio.

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