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>LA FINESTRA SCONTATA

Le storie in parallelo hanno sempre un certo successo perché mettono subito lo spettatore di fronte al confronto, via via con il tempo, con i luoghi, con i sentimenti, con i valori che cambiano e cambieranno. Questa volta il parallelo è sì abbastanza forte, ma davvero poco originale: da una parte la tragedia della Shoah di fronte a cui ogni parola diventa insignificante, e dall’altra uno spaccato borghese di oggi, che in realtà è poi soltanto operaio, che in realtà è poi soltanto una scusa per avere al centro la famiglia, i figli, gli amici, ma dove comunque le parole sono così importanti che sentirsele dire al momento giusto può dare o meno respiro rispetto alla routine sempre uguale di una vita intera. Naturalmente le parole sono sempre quelle giuste, perché chiaramente la protagonista deve capire dove sta andando, chi è, a che punto è arrivato il suo matrimonio, deve arrivare a un passo dalla fuga e ovviamente rimanere intrappolata, per poi risolvere tutto recuperando il sogno nel cassetto, lavorare in una pasticceria, e farsi travolgere, per consolarsi, da un’ondata di buoni sentimenti. Insieme a lei lo spettatore, mentre tutto il resto, dalla guerra alla deportazione, fino alla finestra per spiare l’altro, può andare avanti anche da solo, con una facilità e una semplicità che in fin dei conti sono l’unica forza del film.

La finestra di fronte (id., Italia/Regno Unito/Turchia/Portogallo, 2003, dvd)
Regia di Ferzan Ozpetek

Pubblicato il 7/11/2004 alle 23.55 nella rubrica Cinemio.

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