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>FREARS SAVE THE QUEEN

Elisabetta dice che i suoi sudditi dormono per strada e si strappano i capelli per una persona che non conoscevano. Blair dice che non c’è niente di male se la sua regina si rifiuta di prendere la guida di un mondo in lutto, dopo così tanto tempo passato sul trono e aver visto il padre morirle sotto gli occhi. Infingardo, in perfetto british style, di davvero tagliente contro la casa reale inglese c’è proprio pochino. Qualche battuta e definizione fulminante («Un pugno di mangiapane a sbafo con lo sviluppo emotivo bloccato»), o Filippo in kilt scozzese, o la discussione sull’opportunità, per distrarli, di avviare alla caccia i nipoti William ed Harry mentre la tv fa rimbalzare il cordoglio di Clinton e Annan per la morte di Diana Spencer, non sono neanche per un attimo quella critica feroce ad un’istituzione, la monarchia, che comunque, questo almeno si dice chiaro, si sta esaurendo. A cominciare dal titolo, la sceneggiatura Osella di Peter Morgan calibra e costruisce per Elisabetta un’autentica ovazione crescente, mentre su Tony Blair spara, da sinistra, una raffica di dubbi sulla sua condotta al governo. Perché non solo, come dice sua moglie Cherie a cui viene affidato il ruolo di grillo parlante, i laburisti in fondo amano la monarchia più degli altri, ma su questo premier che doveva essere rivoluzionario pesa sempre (ne è la conferma la sottolineatura veneziana di Morgan alla consegna del premio «Ringrazio Blair per lo straordinario tempismo della sua disintegrazione politica»), l’intervento in Iraq a fianco di George W. Bush. Corona salva dunque, e film del sempre ottimo Stephen Frears che resta godibilissimo e magnificamente interpretato anche nei ruoli minori.

The Queen (id., Regno Unito/Francia/Italia, 2006, venezia63)
Regia di Stephen Frears

Pubblicato il 15/9/2006 alle 19.42 nella rubrica Cinemio.

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