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>GILBERTO GORI, UN CUORE FAENTINO DIVISO FRA TRE NAZIONI

dedicato a chi come me non ha mai visto l'Italia vincere il Mondiale, e sa che anche questa volta non sarà quella buona

Il Mondiale di Gilberto Gori non è solo quello di uno dei tanti italiani ormai da anni residenti all’estero. Il suo orgoglio azzurro si mescola al rosso, al nero e al bianco di Trinidad e Tobago, ai colori del suo comune, a quelli della Germania paese ospitante e al biancazzurro della città di Faenza. Perché Gilberto Gori, assessore al commercio e vice allo sport a Rotenburg Wümme, ventiquattromila anime in Bassa Sassonia e piccolo capoluogo di provincia in mezzo al triangolo Amburgo-Brema-Hannover, è nato proprio a Faenza quarantasette anni fa.

La sua Germania continua da oltre tre decenni, accompagnato negli ultimi due dalla moglie Ingrid e dal figlio Alessandro, grande tifoso della Nazionale di Marcello Lippi. Partito da Faenza, città in cui sua madre e le sorelle vivono ancora, proprio per imparare il tedesco, Gori si trasferisce in Germania e comincia a lavorare in una gelateria di un cugino che già risiedeva lì da tempo. Divenuto successivamente, professione che mantiene tuttora, responsabile di un’azienda milanese occupata nel settore dei semilavorati per gelateria, nel 1996, ormai integratosi nella comunità di Rotenburg, decide di candidarsi al Consiglio comunale nella fila dei socialdemocratici dell’Spd, riuscendo a centrare al primo colpo l’obiettivo dell’elezione.

«La mia esperienza – sottolinea Gori – è stata e continua ad essere senza dubbio molto positiva per me e penso anche per i cittadini stranieri in Germania e in particolare per quelli dell’Unione europea. Ma all’inizio c’era grande freddezza nei miei confronti, qualcuno, in un paese tutto sommato un po’ conservatore come Rotenburg, temeva anche solo l’idea di un candidato straniero». In città la comunità italiana è oggi composta da circa 80 persone, gruppo di minoranza soprattutto rispetto a turchi, curdi e altre etnie che compongono il dieci percento della cittadinanza. Gilberto Gori finisce dunque all’ottavo posto della lista ma riesce ad entrare tra i diciotto membri dell’assise comunale grazie alle preferenze personali riscosse. Cinque anni più tardi, nel 2001, si ricandida e una volta rieletto ottiene la nomina di assessore al commercio e vice allo sport nell’Amministrazione Cdu-Spd sorta di anticipo della Grosse koalitionen che governa ora tutta la Germania.

«Questi incarichi – spiega – sono in realtà molto diversi rispetto a quelli italiani. Noi siamo politici a tempo libero, ci incontriamo una volta alla settimana nel tardo pomeriggio o in serata, prendiamo decisioni anche molto importanti e comunque dobbiamo gestire un bilancio di 55 milioni di euro, ma poi passiamo gli incarichi ad un dipendente comunale che esegue i progetti approvati. Il nostro stipendio da assessori è di 80 euro al mese».

Tre anni fa, Gilberto Gori fonda il comitato organizzativo «Rotenburg Città 2006», ambiziosa sfida che voleva far entrare il suo Comune tra i luoghi della Coppa del Mondo Fifa in Germania. Ma il grande calcio, a Rotenburg, era cominciato già nel 2001. «Allora – ricorda l’assessore – si parlò molto di noi grazie ad un ritiro precampionato di una settimana del Bayern Monaco, evento che ci diede l'idea di investire per l’immagine della nostra città proprio sul gioco del calcio, chiedendo alla Federazione di poter ospitare una partita di una nazionale tedesca».

L’impianto messo a disposizione è composto da quattro campi da calcio in prato verde circondati da boschi, e nello stadio che può ospitare fino a 4500 persone nel 2003 si giocò la gara finita 3-1 per le padroni di casa tra Germania femminile Under 19 e la selezione di categoria canadese, il cui presidente di Federazione vanta origini italiane.

Grazie all’impegno profuso dall’Amministrazione e alla fortuna di Rotenburg di ospitare il Wachtelhof, un hotel cinque stelle categoria superiore, all’inizio del 2005 la città entra a far parte del catalogo Fifa per il Mondiale, inviato a tutte le squadre già qualificate e a quelle ancora in corsa per illustrare loro i luoghi dove poter alloggiare durante la Coppa del Mondo. «Successivamente siamo stati visitati dalla Francia, a cui però occorrevano 47 camere su una disponibilità di 38, e dall’Ucraina, che non ci ha fatto sapere nulla. Ma per noi era già un successo straordinario anche così, ed eravamo felicissimi».

Un fine settimana però, Leo Beenhakker, allenatore olandese ex mister di Ajax e Real Madrid, trascorre in incognito una vacanza con la moglie proprio a Rotenburg, prende la bicicletta e visita il centro sportivo. Alla fine del suo soggiorno si fa riconoscere come la nuova guida tecnica di Trinidad e Tobago e a nome della squadra sorpresa del Mondiale di Germania chiede di firmare un precontratto al Wachtelhof. «Da questo momento – ricorda Gilberto Gori – cominciano dodici ore di lavoro al giorno per accogliere la Nazionale che Rotenburg avrebbe ospitato, un’impresa faticosissima ma che ha consentito che tutte le tv e i giornali del Paese parlassero di noi come della città che ha riservato la migliore accoglienza ad una delle squadre del Mondiale».

I Soca Warriors, come vengono chiamati i giocatori caraibici di Trinidad con un gioco fonetico tra soccer, calcio, e un’unione delle iniziali di soul e calypso, atterrano all’aereoporto di Brema alle 10.15 di domenica 4 giugno, reduci da un’amichevole contro giocata contro la Repubblica Ceca. «Alle 11.20 – esulta Gori – sono arrivati a Rotenburg dove nei duecento metri di viale per arrivare all’albergo sono stati accolti da tremila spettatori festanti, tutti con la bandiera di Trinidad, oltre che da dieci testate giornalistiche, quattro televisive nazionali e cinque radiofoniche. Il benvenuto ufficiale è stato dato invece alle 18.30 presso il nostro Museo dell’arte contadina, in cui abbiamo ricostruito scene in costume del mercato storico medioevale, tra la gioia e la sorpresa di tutti i giocatori. La grandissima disponibilità della squadra ha fatto sì che i calciatori percoressero tra la folla gli ottocento metri per arrivare in piazza dove, in mezzo a 4500 persone, Chris Garcia, icona musicale di Trinidad e Tobago invitata a Rotenburg, ha eseguito l’inno del Mondiale. Infine, alle 22.30, fuori dall’hotel c’erano duemila persone ad assistere insieme ai giocatori ad uno spettacolo di fuochi artificiali».

La squadra ha cominciato gli allenamenti il giorno successivo con un’amichevole contro il Saint Pauli (terza squadra di Amburgo) e mercoledì tenuto la sua conferenza stampa ufficiale e l’allenamento a porte aperte nell’impianto della città passato, come da regolamento, il 31 maggio in gestione completa alla Fifa. «L’entusiasmo era così alto che non abbiamo potuto tenere l’incontro con i giornalisti in hotel, gli accreditati erano troppi (160, ndr) ed occorreva la sala più spaziosa del Museo».

La Bassa Sassonia ospita cinque nazionali: Angola, Francia, Messico, Polonia e, appunto, Trinidad e Tobago, «di cui a Rotenburg – chiude Gilberto Gori – abbiamo distribuito cinquemila bandiere, e non c’è attività che non la esponga orgogliosa. È la prima volta che partecipano, rappresentano lo Stato più piccolo in competizione, sono caraibici e già per tutti la squadra simpatia del Mondiale. Abbiamo presentato come si deve Rotenburg alla Fifa e questa la vittoria più importante. Il mio orgoglio personale poi, oltre a quello di lavorare per me, per la mia famiglia e per il mio Comune, è quello di ricordare ogni volta le mie origini, e fare sì che di Faenza e di faience si parli fino a Trinidad».

Pubblicato il 12/6/2006 alle 16.47 nella rubrica Manfreda.

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