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>LE MIE DONNE PREFERITE - 7

Dico nascere proprio lo stesso giorno. Affrettarsi nel farlo per giunta. Venire alla luce quasi in un lampo, e con un quarto d’ora accademico ancora a disposizione. Dico mettersi a fare gli esercizi, o sostenere di chiamarsi come la sorella. Dico: ma questa ricciolina termometro del caldo (per non raccontare della stazione di quando misurava la febbre) prima grassa, poi magra, poi Ronghi, ma l’avete vista bene che fenomeno è?

No, perché quando uno pensa che questa è nata esattamente diciannove anni dopo, che sembrava dovesse chiamarsi come quella del Paese delle meraviglie quando poi a lei tante meraviglie sembrano quasi scocciarla (se continua ad essere così sobriamente snob, ma che fenomeno diventa?), una che si addormenta nel passeggino e poi quando alza la testa se non trova la persona che ha deciso lei di vedere attacca a piangere in maniera anche scomposta, ecco, quando uno ci pensa come fa a non nominarla d’ufficio l’erede di annate complete di fumetti e raccolte, e nuova direttrice del progetto cinqueduenove (dove cinque sta al mese e ventinove al giorno preciso)?

Perché una stessa data ti lega, e se anche fosse stato poco più tardi, erano già pronti nomi a valenza politica, che tanto anche lì non fallirà, e lasciate che entri alla scuola materna, che varchi la porta finalmente dopo un’ammissione sofferta e dopo quella sempre mancata all’asilo, farà lì le sue prove da leader o meglio ancora la sua piccola e mansueta rivolta. Donna consumata a partire dal nome, non ha certo bisogno di quei baracconi pieni di luci, di urli, di scatti, di parchi, di file, meglio le giostrine del Tondo, che permettono pure, con tutta la sua calma dei giusti, una gustosa e succosa maramella golosa, individuata e richiesta nonostante fosse stata prudentemente nascosta.

Centralinista impeccabile e saltino perfetto, quel grande piccolo senso di genuina e sincera paura, è la dimostrazione di prudenza e virtù, forza e coraggio per salire sempre più su. Raggiunto il seggiolone, sta seduta a tavola con pazienza e attenzione, pronta e decisa a spalmare cibi e bevande per quel toiaio così ordinato nella sua precisione. Controllore attenta e severa nelle entrate e negli ingressi dopo il suono del campanello, resta sottovalutato lo sberleffo delle dita impostate a cornine, silenzioso e beffardo come da stile del personaggio.

Brava cugina ultima arrivata, il Ventinove maggio sei tu la mia festeggiata.

Pubblicato il 29/5/2006 alle 18.15 nella rubrica Ego.

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