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Claudio Ossani



 


 





      

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>Millions
>Sword in the moon
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31 dicembre 2005

>CLASSIFICINEMIO 2005

1>Old boy
2>Steamboy
3>La Sposa Cadavere
4>Una lunga domenica di passioni
5>Vai e vivrai
6>Niente da nascondere
7>Million Dollar Baby
8>King Kong
9>The Aviator
10>La Samaritana
11>Il Castello errante di Howl
12>Clean
13>Sin City
14>Alexander
15>Good Night, And Good Luck.
16>Cinderella Man
17>Oliver Twist
18>La Terra dei Morti viventi
19>Crash - contatto fisico
20>Wolf Creek
21>La Mia Vita A Garden State
22>La seconda notte di nozze
23>Private
24>Hotel Rwanda
25>Non bussare alla mia porta
26>Stage Beauty
27>Texas
28>Le passeggiate al campo di Marte
29>La Fabbrica di Cioccolato
30>SpongeBob - Il film
31>Four Brothers
32>Mary
33>Zucker! …come diventare Ebreo in 7 giorni
34>Being Julia - La Diva Julia
35>Dogtown and Z-boys
36>Riding giants
37>La schivata
38>La storia del Cammello che piange
39>Alla luce del sole
40>Triple agent
41>La Guerra dei mondi
42>Robots
43>Profondo Blu
44>La Rosa Bianca
45>Broken Flowers
46>Saimir
47>Elizabethtown
48>Millions
49>Un tocco di Zenzero
50>The Woodsman –Il segreto–
51>A History of Violence
52>Lords of Dogtown
53>Kirikù e gli animali selvaggi
54>The Descent
55>Batman Begins
56>The Island
57>Un silenzio particolare
58>Criminal
59>Seven swords
60>Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith
61>Sword in the moon
62>Le Crociate - Kingdom of Heaven
63>Blueberry
64>Romanzo criminale
65>Quo Vadis, Baby?
66>36 Quai des Orfèvres
67>La morte sospesa
68>La vita è un miracolo
69>La caduta
70>Lemony Snicket’s - Una serie di sfortunati eventi
71>I Fratelli Grimm e l’incantevole strega
72>Ma quando arrivano le ragazze?
73>Shark tale
74>Il mercante di Venezia
75>La piccola Lola
76>La passione di Giosuè l’ebreo
77>Il Quinto Impero - Ieri come Oggi
78>Gaya
79>La Tigre e la Neve
80>La bestia nel cuore
81>La Stella di Laura
82>Madagascar
83>Quando sei nato non puoi più nasconderti
84>Gioco di Donna
85>Neverland - Un sogno per la vita
86>I giorni dell’abbandono
87>The Iron Ladies
88>Le Pagine Della Nostra Vita
89>L’educazione sentimentale di Eugénie
90>Striscia, una zebra alla riscossa
91>L’impero dei Lupi

Fuori classifica
>Bérbablù
>Original Child Bomb

(la classifica è provvisoria e considera soltanto i film da me visti in sala o in festival e distribuiti in Italia nel corso dell'anno solare 2005)


Riporto anche qualche riga che mi dicono siano state già pubblicate e che avevo scritto per riassumere il senso dell'annata solare cinematografica 2005.

>Padre Puglisi e il padre di Private. Un padre direttore di hotel nel conflitto civile in Rwanda e un grande padre di Francia che passeggia al Campo di Marte. Un padre che non può più nascondersi dietro la sola forza dei soldi e un padre che della Forza sceglie il lato oscuro. La caduta del padre dell’orrore nazista e la guerra di un padre con mondi di alieni. Il padre Magno di tutte le imprese dei popoli antichi e la violenza nel cuore di una bestia di padre. Viaggi di padri che cercano figli e il sogno della boxe di chi nel suo allenatore trova ben più di un semplice padre. Una stagione di cinema nel bene e nel male, nel nome e nel segno del padre.




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31 dicembre 2005

>IL CAPOLAVORO STEAMBOY

Il romanzo di Katsuhiro Otomo sembra uscire dalle pagine di Jules Verne. L’ambientazione occidentale, inglese, nel 1866, l’enorme attenzione alle scenografie, l’attento e fedele design degli oggetti, la ricerca degli ingranaggi e delle soluzioni spettacolari, lo splendore delle forme architettoniche del diciannovesimo secolo e l’estrema sensibilità visiva come celebrazione di passioni e pulsioni per un’opera che mette al centro l’uso della tecnologia e un percorso di miglioramento continuo tra passato, presente e futuro, fanno del film uno dei più spettacolari capolavori dell’animazione di tutti i tempi. Nella Londra dell’Esposizione universale si affrontano, sulla scoperta di un’infinita fonte di energia pronta però a trasformarsi anche in una terribile arma letale, tre generazioni di grandi inventori, il giovanissimo protagonista Ray, suo padre e suo nonno. Dopo il futurista Akira, il maestro Otomo si misura alla grande con il passato di un’umanità che combatte contro la tecnologia, con l’incomunicabilità tra padre e figlio e con un progresso che rende sempre più difficile la comunicazione tra umano e umano. Portando ai massimi livelli artistici e visivi la sua opera, l’autore lavora su una narrazione più concentrata e sedotta dall’azione che sull’introspezione dei personaggi, riuscendo con un cartone animato a fare riflettere sulla Storia, a mostrare la vera distruzione di una città e il volto (c’è George Stephenson, il padre della locomotiva a vapore) dell’alleanza tra militari e servitori della scienza. Clamoroso.

Steamboy (Suchîmubôi, Giappone, 2004, venezia 61)
Regia di Katsuhiro Ôtomo




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30 dicembre 2005

>LE MIE DONNE PREFERITE - 2

Ha smesso di guardare le telenovele, quelle sudamericane tipo Topazio di cui non si perdeva nemmeno una puntata. Ha scoperto il business della sfoglia tirata a mano e della pasta fatta in casa. Frequenta le cucine dei migliori ristoranti della provincia, e ne ripropone trucchi e segreti su una tavola, la sua, che già prima dava parecchio spettacolo. Ma insomma la foto con Beppe Grillo, per lei, vale più di ogni altro complimento.

Ha cominciato a seguire la Juve per avere un argomento in più con il suo nipote maschio preferito (e tra l’altro l’unico suo nipote maschio), che invece nemmeno quest’anno farà il Capodanno con lei. La sua casa, gigante, due piani con la cantina a terra, preferisce lasciarla il meno tempo possibile, neanche quello di una vacanza in montagna, specie dopo che i ladri riuscirono a portarle via qualche oggetto e monile prezioso. Al mare invece va più volentieri, appartamento ai lidi ferraresi e passione per la raccolta delle vongole, anche se ormai ha abbandonato del tutto pure questa sua tradizione.

I capelli un po’ se li tinge, non capisce perché non riesce a dimagrire fino al suo peso forma ideale di settanta chilogrammi ma il suo stile è impeccabile in ogni occasione. Per lei i figli dei figli sono come trofei, specialmente da esporre la domenica mattina, e da tenere curati con crema pasticcera, crostate, zuccherini, dolci di carnevale e una quantità speciale di minestra asciutta. Giovane madre ha vissuto a Budrio, a Mezzolara, a Gela, ad Alessandria d’Egitto, spesso al seguito di un marito impegnato nella perforazione dei pozzi di petrolio, e diventata ormai grande ha volato fino in Australia, in uno dei viaggi che amato di più e con un volo che l’ha davvero sfiancata. Per lei è meno fatica produrre un quintale di cappelletti per le feste e appena finito ospitare la famiglia il giorno di Natale, antipasto, tre primi, tre secondi, contorno e dolce.

Ha mantenuto intatto il suo soprannome, Marugona, Maruga per gli amici, affibbiatogli dal sottoscritto quando non si decideva a venirmi ad aprire la tapparella dopo il mio riposino pomeridiano. Ha lasciato perdere i felini dopo la morte della sua gatta bianca, ha cambiato diversi cani, trovatelli o comunque bastardi, ma ora non può più fare a meno del pedigree di uno Schnauzer nano, nero e inevitabilmente ridotto poi ad una sorta di piccola pecora per via di pasti fin troppo abbondanti.

Che nonna fantastica che ho.




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29 dicembre 2005

>MESSAGGIO PROMOZIONALE

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28 dicembre 2005

>KIRIKÙ: INTRAPRENDENZA E ADATTAMENTO

Ma la strega non era diventata buona? Non era addirittura convolata a nozze con il piccolo eroe, diventato grande e ancora più forte? Il nonno dice che non c’è stato il tempo per raccontare tutte quante le imprese del bambino Kirikù, e dunque pare voglia narrare gli avvenimenti successi dopo la nascita del piccolo eroe ma prima di quelli che hanno consentito alla strega di liberarsi del maleficio che la rendeva malvagia, in una storia che dunque dovrebbe essere una specie di prequel. Però l’acqua al villaggio era già ritornata alla fine del primo episodio e il nuovo film comincia esattamente così, con i campi che finalmente possono crescere forti e rigogliosi. Un minimo di spaesamento temporale si crea bello che subito e le avventure del caparbio bambino africano tornano così a grande richiesta, pensando forse che sarebbero bastate una decina di capanne di paglia, un po’ di paesaggi assolati e qualche nota di musica etnica per ritrovare la gioia di estimatori grandi e piccini. Ma i problemi stanno tutti nell’idea di partenza, dalla sceneggiatura ad episodi di cui probabilmente soltanto l’ultimo si salva (Kirikù si traveste da feticcio per cogliere i fiori gialli dalla terra della strega, per guarire le donne dagli effetti nocivi della birra), il voler calcare fino allo sfinimento la poesia dei (bellissimi) panorami africani (il viaggio sul capo della giraffa), frettolose soluzioni più infantili che altro. Eppure anche questa volta, tra i corpi nudi delle donne e la scoperta dell’argilla come fonte di guadagno, Ocelot (questa volta con Galup) firma un nuovo manifesto dell’intraprendenza e dell’adattamento di cui difficilmente possiamo fare a meno.

Kirikù e gli animali selvaggi (Kirikou et les bêtes sauvages, Francia, 2005, sala)
Regia di Michel Ocelot e Bénédicte Galup




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26 dicembre 2005

>ABBASSATE L'AUDITEL DI GAYA

Un cartone animato sul «libero arbitrio». Che uno pensa a Dante Alighieri o a qualcosa di aulico, e invece niente, questi sono solo una specie di hobbit, vestiti campestri e buffe orecchie tese, che finiscono nella nostra amata Terra per recuperare la loro dalamite preziosa, unica fonte di vita e d’energia per il loro pianeta. E proprio qui arriva il bello. Sì, perché questa produzione europea realizzata completamente in computer animation (computer animation europea, s’intende, ma comunque non sfigura nemmeno troppo) si lancia in un’operazione dal profilo altissimo: i sei piccoli e giovani eroi (Boo, intellettuale, Zino, muscoli, Alanta, pupa d’ordinanza, più altri tre, gli Snurks, che si credono forse punkabbestia) in realtà sono solo personaggi di un telefilm di successo, e tutto ciò che loro conoscono è in realtà una sceneggiatura, e il loro mondo non esiste se non nelle avventure trasmesse dalla tv. Naturalmente i bambini scappano dopo la mezz’oretta introduttiva (una pallosissima corsa con i concorrenti che fanno di tutto per mettere fuori uso la vettura avversaria: ideona), i grandi che pensavano di riposarsi con un cartone animato per i più piccoli si addormentano alla partenza e i grandi che non perdono la pazienza aspettano fino a sapere chi è il cattivo e perché. La soluzione sta in uno scienziato ex conduttore di un programma divulgativo di scienza, cacciato fuori in nome dell’auditel (il telefilm stupido, come sempre, tira di più). Distribuzione travagliata e Natalia Estrada al doppiaggio (una decina di battute al massimo) per una storia in cui non ci si diverte davvero mai, disgraziatamente ambiziosa e alla fine pure tristemente inconsistente.

Gaya (Back to Gaya, Germania/Spagna/Regno Unito, 2004, sala)
Regia di Lenard Fritz Krawinkel e Holger Tappe




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